Visualizzazione post con etichetta wiimote. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta wiimote. Mostra tutti i post

martedì 18 maggio 2010

Project Natal - Le mie risposte dal forum



Citazione:
Mah, spero che i problemi che hai segnalato tu siano presto risolti da MS perchè dubito che se no venderebbe anche solo un pezzo, specie se a questo prezzo.
Parliamoci chiaro però il prezzo NON può essere questo in quanto essendo una periferica che dovrebbe entrare nelle case di tutti non può avere un costo così alto, specie vista la concorrenza spietata che faranno Sony e Nintendo con i loro controller che già al momento ispirano un po' di sicurezza in più....
Beh mi sembra chiaro che Microsoft voglia puntare prevalentemente a nuovi acquirenti e non tanto chi possiede oggi una XBOX360. Loro sanno bene che l'utenza attuale non ha troppi interessi in questo dispositivo, ma che tuttavia sarebbero anche propensi ad acquistarlo nel caso risultasse a loro utile. Microsoft si sta adoperando in questo con del software specifico (per ora ancora assente però fra i diversi annunci) ed un bel lavaggio di mente fatto di miliardi di news e pubblicità che tendono a tenere viva l'attenzione dell'appassionato, senza mai però svelare troppo, perchè il mistero vende di più ed intriga. Se poi dovesse davvero interessare all'utente medio Xbox non c'è prezzo eccessivo che tenga, perché quando il videogiocatore esperto vuole, in qualche modo prima o poi compra.

Discorso diverso per i casual gamers: l'idea è quella di riassumere in XBOX360 delle caratteristiche che in sede di acquisto possano dirottare gli interessi delle famiglie, che notoriamente oggi sono interessate principalmente al Wii (per via delle sue caratteristiche uniche e della pubblicità) e poi anche alla PS3, forte della tipica "idea salotto" (console + lettore BD) made in Sony. Alla famigliola ovviamente Natal verrà proposto in bundle alla console, che visti i bassi prezzi di quest'ultima grossomodo nell'insieme il prezzo sarà lo stesso di PS3. Il successo potrebbe quindi arrivare dalla volontà dell'acquirente di mettersi in casa un dispositivo unico capace di non scontentare nessuno in famiglia, cosa che con PS3 e Wii solitamente non accade.


Citazione:
Non per fare il guastafeste, e potete mettere tutti i pollici versi che volete, ma Natal contiene sensori di movimento ad alta precisione, telecamera HD ed un comparto software che se funziona a dovere col c@##o che diventa una periferica per i casual gamer. La Wii resterà la più grande porcata della storia (ed il move è una fotocopia palese), Natal, sempre se riesce bene, sarà un passo avanti molto grande. Sinceramente non mi sbilancio né pro né contro, io sono del parere che bisogna aspettare delle dimostrazioni ufficiali convincenti all'E3 ed un prezzo di lancio che si aggirerà minimo sulle 100-120 euro...se vi vendono una webcam a 50 euro non vi aspettate che il Natal sarà venduto a suddetto prezzo.
Ma te l'hanno mai detto che sono i giochi ad orientare una console verso una utenza più casual o più hardcore? A me non sembra che fra i titoli annunciati finora ci sia troppa roba per l'utente medio XBOX 360 di oggi. Appare ben chiara quindi la volontà di Microsoft di abbracciare anche il mercato casual. Quindi è inutile che prima accusi Nintendo e Sony (in modo pure alquanto volgare e stupido) e poi "scusi" Microsoft additando a lei ben altri intenti. Meno "member war" ti farebbe bene, perché poi il resto del discorso lo fai giusto e sensato.


Si ma questo è l'accessorio che deve spingere le vendite, non quello che le deve fermare Diamine sul sito del GS una 360 60GB costa 160! Mi volete dire che quello che sta dentro a Natal vale di più di tutto quello che sta dentro ad una console?
Mi sembra che a 160 euro su sito di GS ci siano quelle "rigenenerate" ovvero riparate e rimesse in vendita quasi come nuove dai furboni. Quello che sta dentro il Natal comunque non vale di più di quello che è dentro la console, ma in elettronica il valore non viene dato "a peso" semmai a prestazione e volendo, novità. Diceva bene (alla sua maniera) l'altro utente: se ti vendono una webcam a 50 dollari, vuoi che in Natal non costi almeno il doppio?

Citazione:
Microsoft:
1) ci fai pagare l'online e vabbé perché il servizio è ottimo,
2) ci obblighi (al bisogno) a dover acquistare la tua antenna wireless facendola pagare 80 quando potremmo acquistare una chiavetta usb da 15-20
3) hai tante esclusive che spesso ci fanno passare sopra a questi prezzi a volte eccessivi quando la concorrenza ti dà la console chiavi in mano.
4) però non tirare troppo la corda...
Ahahah concordo.. anche se il Natal diciamo non è cosi fondamentale oggi come una maledetta antennina wireless integrata. Sono fessi loro comunque, venderla a quel prezzo porta molti possibili utenti del live a preferire la console scollegata.

domenica 27 settembre 2009

Dead Space Extraction

http://p1scqq.bay.livefilestore.com/y1pz4sE8zQB2aOpMCrxfu2AfMsEd5fTXzL3STzBC1tMN2rqJ5TLpo5vzYb2GNH5Mpk67-Mx0KyZlqwMhgNZNi5nsJWNBvFePeeI/dead.jpg


Prefazione:

Malgrado la produzione di videogiochi per Nintendo Wii prosegue nella sua linea prevalentemente dedicata all'infanzia, poco alla volta sugli scaffali si affacciano anche titoli dal design più adulto, che per ironia della sorte siedono agli antipodi di quanto in media sulla console Nintendo oggi viene sviluppato. Il riferimento ovviamente è verso le produzioni di genere horror, che poco alla volta tornano a far capolino sugli scaffali nonostante un inizio di generazione non certo incoraggiante. Se in principio potevamo accontentarci di produzioni mediocri o conversioni dalla vecchia generazione, finalmente da qualche tempo ecco arrivare dei titoli horror di qualità, suddivisi per sottogenere fra survival, first person e rail shooter. Se il recentissimo Cursed Mountain si è dimostrato un videogame valido ed appassionante, non possiamo dimenticare che a breve sempre su Wii potremo mettere le mani su Silent Hill Shattered Memories e Resident Evil Darkside Chronicles, due produzioni molto differenti fra loro ma probabilmente molto valide e tutte da giocare. Se siete muniti di Ps3 o Xbox360 poi, i titoli horror non mancano di certo tra i due Condemned, Bioshock, Fear2, Silent Hill Homecoming, The Darkness, Siren ed i prossimi Ju-on e Saw l'enigmista. Su tutti però, lo scorso anno si era affermata incredibilmente una produzione griffata Electronic Arts, uscita esclusivamente su Xbox360 e Ps3: mi riferisco ovviamente a Dead Space. Nonostante il meritato successo, bissato in ambito critico con elogi da tutte le riviste/siti del settore, le vendite però non hanno brillato più di tanto, forse a causa della consueta diffidenza degli utenti, che nella calca del periodo natalizio inseguono da sempre i brand più affermati. Non è infatti un caso che tra i flop del natale scorso figurino anche titoli come Little Big Planet e Mirror's Edge, quest'ultimo sempre della stessa EA. Bisogna anche dire che nei mesi precedenti l'uscita erano molto pochi i servizi o le anteprime riguardanti Dead Space, che restava sempre avvolto nel mistero. Questo errore di marketing con Dead Space Extraction non si è ripetuto, infatti da mesi il bombardamento di notizie, screen e interviste è stato senz'altro molto più marcato, anche se non sufficiente a dipanare tutti i dubbi sul progetto, ancora una volta sottostimandolo con medie percentuali di hype e molti dubbi. Le notizie che anticipavano l'uscita tutta via erano sufficienti a gettare benzina sul fuoco: per cominciare non si trattava di un seguito, ma semmai un prequel. Poi la sua formula da "survival horror" classico era stata variata in uno shooter su binari. Infine, con una mossa piuttosto criticata, ecco questo Dead Space Extraction trasformarsi in una esclusiva Nintendo. Le proteste dei fan, che hanno terminato il precedente episodio e non possiedono la console giapponese prontamente si sono fatte sentire, ma questo si sa è il bello ed il brutto di avere un prodotto in esclusiva. Quello che proprio non è andato giù a chiunque però è stato il cambio strutturale che passando ad un approccio esclusivamente arcade ha infastidito parecchio chi era rimasto legato alla concezione da survival horror. Bisogna valutare quindi, ora che la produzione Electronic Arts è finalmente giunta nei negozi, se davvero ne è valsa la pena di questo cambio, se il prodotto è valido e sopratutto quanta fiducia ancora possiamo riporre in questo brand, perché in molti si sono chiesti l'utilità di un progetto del genere. A fronte proprio delle basse vendite del capitolo originale, nessuno avrebbe mai pensato che se proprio EA volesse variare la formula, sarebbe finita con un sparatutto su binari, per giunta su una console che se vende lo fa su prodotti di ben altro genere. La situazione di questo sottogenere su console poi è ormai da anni piuttosto decadente, eppure si tratta di una struttura divertente e brillante che affonda le sue radici all'origine stessa del videogame, ponendosi con un gameplay integralmente arcade, trasformandosi nell'era moderna in un vero e proprio reperto archeologico. Ma negli ultimi anni, questi mammuth videoludici, sono gradualmente tornati alla luce con un rinnovato vigore ed una maturità concettuale in linea con i tempi. Tutto questo grazie al Nintendo Wii e la sua particolare struttura di controllo, che benché criticata dai videogiocatori più indefessi, si rivela quantomai calzante sia se confrontato al passato, in linea con le produzioni più arcade, che al futuro, con un controllo che si conferma la base di questa e della prossima generazione. Su questa concetti, la software house scelta da EA per lo sviluppo, i Visceral Games, hanno basato la loro opera più importante, confezionando un prodotto potenzialmente in grado di perfezionare un genere arcaico ma ancora estremamente divertente. La domanda quindi ora nasce spontanea: saranno stati capaci di replicare le magnificenze del primo Dead Space?


Recensione:

Giocando a Dead Space Extraction viene da domandarsi come mai questo genere videoludico sia stato per molti anni sepolto sotto le macerie fumanti del disinteresse generale. Anche quando le possibilità tecniche erano limitate, molti trovavano più interessante muovere uno sgorbio al ralenti sullo schermo e sparare con una pistola dallo stesso rinculo dello sgrassatore per la cucina, che invece cimentarsi in un sano sparatutto su binari, magari con una resa visiva migliore ed un maggior effetto nello sparo e nelle dinamiche dell'azione. Non si sa bene quindi perché questi rail shooter vengono considerati solitamente come esperienze minori, nonostante spesso e volentieri il rapporto di feeling creato con il videogiocatore non si rivela inferiore a quello per esempio generato da una avventura in forma classica.
Ma veniamo al gioco:
la modalità storia è quella principale, dove ci consente di vivere l'intera esperienza che per comodità è stata suddivisa in dieci capitoli che una volta completati sono rigiocabili singolarmente. I livelli di difficoltà sono quattro, ben equiparati fra loro, fra cui uno estremamente facile per giocatori alle prime armi. Non disperate però se siete videogiocatori navigati, perché Dead Space Extraction pur non raggiungendo mai picchi di difficoltà alla House of the Dead si rivela sempre competitivo, perfettamente calibrato alla mano del videogiocatore.
Nel corso dell'avventura, impersoniamo diversi personaggi in cerca di salvezza, tra numerose ambientazioni riprese di peso dal primo Dead Space e dal film d'animazione uscito assieme lo scorso anno, chiamato Perdition. Questi scenari sono riprodotti perfettamente anche in Extraction, che anzi fungendo da prequel alle vicende permette di chiarire certi eventi e certe situazioni che poi si verificheranno in seguito. Quello che nessuno si aspetta però è proprio l'effettivo terrore che sprigiona questo nuovo episodio, capace d'incrementarsi esponenzialmente capitolo dopo capitolo, portando il videogiocatore ad un cul de sac emotivo colmo di rassegnazione, per la triste sorte che poco alla volta riguarderà i personaggi in gioco. Senza svelare troppi dettagli in merito, basta dire solo che questa produzione di Electronic Arts vanta una trama di prim'ordine, ricca di colpi di scena azzeccati e situazioni drammatiche che se in un film ci lascerebbero più o meno indifferenti, in un videogame, con il forte grado d'immersività propria di questo media assume connotati estremamente più marcati.

Analizzando il gioco nel dettaglio, bisogna innanzi tutto elogiare la rappresentazione grafica, curata quanto basta e di alto livello, che si rivela sicuramente una delle migliori viste recentemente su Wii. Pur mantenendo gli oggetti infrangibili al nostro sparo (comprese le bottiglie e gli oggetti fragili!) visivamente meraviglia come sia tutto cosi dettagliato, con il movimento dell'inquadratura fluido e scorrevole. La struttura di gioco prevede una visuale in prima persona, tipica di questo sottogenere ed ovviamente un movimento del personaggio automatico, reso come detto questa volta ben più mobile e dinamico del solito. Le varie azioni che possiamo compiere, oltre a sparare, sono aprire porte, armadietti e contenitori come anche raccogliere potenziamenti, medikit, armi e munizioni. Non si tratta quindi di uno sparatutto su binari strettamente semplicistico, perché per raccogliere gli oggetti non basta spararci sopra ma bisogna indicarli col puntatore del wiimote e prenderli con il tasto dedicato. Stessa cosa per il combattimento, dove siamo chiamati ad utilizzare tutte le nostre risorse per affrontare i nemici, contando su aiuti discreti. A parte il lento "sparachiodi" infatti nessuna arma ha proiettili infiniti, e nemmeno gli spazi per conservarle lo sono. Niente armamentario nutrito e per ogni occasione quindi, le armi in gioco sono tante e notevolmente utili, ma possiamo portarne dietro soltanto quattro, quindi è doveroso ponderare le giuste strategie nella selezione. I nemici sono tosti, scordatevi l'idea di sparare sempre nello stesso punto, perché come nel primo Dead Space, per uccidere i necromorfi bisogna sparare agli arti e farli a pezzi. Saltuariamente possiamo anche scegliere dei percorsi, dal quale la scena varierà limitatamente. Non esiste un criterio per la scelta, si tira ad indovinare e si raccoglie l'eventuale conseguenza. L'interazione in questo titolo è piuttosto marcata, spesso e volentieri infatti la regia lascia liberi i comandi per permetterci di guardarci intorno e cercare altri oggetti. Altre interazioni sono richieste per il completamento di semplici puzzle o avanzare a gravità zero. Il secondo giocatore, opzionale, si può aggiungere e togliere in ogni momento della partita, cosa molto comoda e intelligente, permettendo cosi al videogiocatore sessioni in cooperativa frammentarie e non tediose. Da notare che il ruolo del secondo giocatore non è affatto competitivo e tanto meno controlla un secondo personaggio nella trama. Semplicemente è un secondo fucile, quasi come se impugnassimo due armi. Il comparto sonoro si affianca bene a quello tecnico, anzi volendo lo precede pure: rumori di sottofondo, lamenti, strani stridolii, contrazioni strutturali e delle musiche d'atmosfera creano un comparto audio sempre pertinente, capace spesso anche di farsi notare. La parte migliore però è la regia: rispetto Resident Evil The Umbrella Chronicles infatti questa è più viva, emozionante, riesce a calare perfettamente nell'atmosfera di gioco il videogiocatore regalandogli come feedback la sensazione di vivere un film, di ritrovarsi nella testa del protagonista quasi come in "Essere John Malkovich", trasformando quindi l'esperienza del personaggio controllato nella nostra, che a conti fatti rappresentiamo la coscienza attiva del protagonista, quella che si emoziona e risponde sparando, liberando la strada e proseguendo nell'avventura. Quanto mai prima d'ora, per Dead Space Extraction possiamo prendere in esempio il mondo del cinema, perché si tratta del film interattivo senz'altro più riuscito di sempre. Il taglio più cinematografico, quindi con sguardi e primi piani attivi, non inficia negativamente sull'esperienza di gioco, ed anzi l'arricchisce a dismisura, dando quel feeling necessario a giocare senza sosta un capitolo dopo l'altro, con la sola paura di finirlo troppo presto. Per far comprendere meglio il distacco tra il precedente Dead Space ed Extraction, basta un esempio quanto mai calzante, che rende bene anche come spiegazione ed aiuta a comprendere la regia in gioco: si può dire che questo Extraction infatti sta al classico Dead Space come un Cloverfield o Blair Witch Project sta a un horror di forma classica. Ovviamente il riferimento riguarda solo le attività intorno alla regia, perché la sceneggiatura e la trama di sfondo è senza dubbio qualche spanna più interessante del paragone cinematografico a cui viene prestato. Davvero, questo novello Dead Space sorprende a livello di spettacolarità, e mica poco! Ci si aspettava qualcosa di mediocre o magari di carino ma scontato ed invece si scopre come con questo taglio il prodotto appassiona, intriga, diverte, e quasi riesce meglio, forse grazie alla visuale in prima persona, a fare paura o semplicemente schifare quanto basta, grazie alla notevole componente splatter. Per questi motivi quindi questo episodio per Nintendo Wii vive di un'anima videoludica tutta sua, distaccandosi completamente dall'opera originale pur non scendendo mai di qualità, un caso più unico che raro nella storia dei videogames. Le scene sono violente, efferate, i nemici tosti e duri da abbattere, Dead Space Extraction ci aiuta ad entrare in un incubo ed a percorrere una odissea horror di rara immedesimazione cinematografica. L’orrore nella sua essenza è quì manifestato per fornire una azione splatter incisiva e dominante, unita ad una narrazione continua e veloce che rende il tutto estremamente più interessante. Il gioco è in italiano, ma solo sottotitolato. Il doppiaggio inglese è di ottima fattura. Oltra alla modalità storia, è presente anche una modalità Sfida, dove bisogna triturare quanti più nemici in rapida successione dando sempre un occhiata al numero esiguo di munizioni sempre pronte a terminare.


Considerazioni:

Dead Space Extraction segna il suo ingresso nell'elité dei giochi per Nintendo Wii portandosi in cima alla graduatoria del suo genere e dando una soggettività, un emozione che con l'horror in forma classica finora non si aveva mai avuto. Un po' meno arcade di Overkill e gli House of the Dead ma allo stesso tempo accessibile per chiunque, vanta una regia estremamente curata ed appassionante, che depone al confronto di Umbrella Chronicles un senso di novità ed evoluzione, cosa che se Capcom con l'imminente Darkside Chronicles dovesse in qualche modo ripetere, potrebbe incredibilmente far sembrare quest’ultimo più vecchio del dovuto. Se il gioco da solo non vi basta, EA ha reso disponibile come bonus da sbloccare man mano avanzando nel gioco, una bellissima graphic novel, avvincente ed interessante, che ci svela buona parte dell’origine di questo splendida avventura.


(danleroi)

lunedì 18 agosto 2008

Samba de Amigo


Dopo che il Nintendo Wii era stato annunciato si era contraddistinto da subito come prodotto talmente rivoluzionario che avrebbe rivoluzionato il modo di giocare, dando ulteriore credito ad un gameplay che sembrava aver concesso oramai tutte le sue potenzialità. I programmatori di SEGA hanno compreso al volo il potenziale ludico della console, e si sono dati da fare per creare titoli interessanti e divertenti. I remake dei loro titoli più amati era dietro l'angolo, cercando peraltro di implementare le caratteristiche uniche della console, dando sembianze di tridimensionalità al controllo, conferendogli dettaglio e particolari impensabili per una periferica canonica. L'approccio a questo redivivo Samba de Amigo era effettivamente molto semplice, una conversione naturale da un Dreamcast poco conosciuto e morto prematuro. Al tempo per il controllo veniva usato un controller a forma di Maracas, che oltre essere evocativo, era anche ben calibrato. Al di là del lavoro prettamente tecnico e sperimentale, inaudito per il tempo, è giusto soffermarsi sul progetto di conversione di una delle icone di SEGA, perchè è proprio qui il vero problema: lo hanno mal calibrato, lo hanno ucciso nella giocabilità.

Wiimote & Nunchuck, l'accoppiata perfetta, non rendono appieno, ed il gioco è ora impreciso e difficile da seguire. Ogni movimento, ogni situazione è faticosamente in lotta con il riconoscimento della posizione dei pad, dove oltre che una certa lentezza di fondo ci troviamo purtroppo un prodotto che sembra non capire bene l'altezza ed il movimento delle mani, cosa che nell'originale assolutamente non c'era. Sopperire al problema in parte si può, utilizzando due Wiimote, ma la cosa certo sa molto di pezza al fondoschiena, e chiaramente, visto anche il prezzo intorno ai 50/60 euro del titolo da anche parecchio fastidio. Altra involuzione è da segnalare il rimescolamento dei brani, sicuramente saliti di numero ma privi o quasi di motivetti da videogame Sega, come era la versione per il Dreamcast

La musica a disposizione è stupendamente allegra e nonostante vi sia una forte componente ritmica tipica della samba, non annoia mai di una certa ripetitivita. Inoltre, essendo brani famosi che buona parte di pubblico conosce difficilmente ci sarà il rischio di perdere il ritmo.In sostanza, Samba de Amigo è una conversione generalmente ben riuscita. La grafica, fresca e dai colori particolarmente abbaglianti, rende il tutto esotico e "brasilero", vacanziero ma nello stesso tempo con un certo grado di sfida ben marcato. Da sottolineare anche la presenza di alcuni protagonisti di altri giochi Sega come Sonic o Ulala, tanto per citare i più famosi. Oltre ad essi ci sono minigiochi, molti extra da sbloccare, numerose canzoni presenti più quelli da acquistare in pacchetti musicali utilizzando i Wii Points.

Anche se il lavoro di Gearbox/Sega è nel complesso eccellente, è l'atmosfera sembra proprio quella di anni fa, ricolmo di musiche, ritmiche e colori, il prodotto si rivela notevolmente inferiore in termini di giocabilità alla controparte per Dreamcast, con un confronto in merito quanto meno imbarazzante. Quello che poteva essere il gioco più divertente per il Wii esce parzialmente sconfitto, ed ancora una volta il motivo è da additarsi al lavoro coi piedi degli sviluppatori, capaci spesso di creare mondi onirici e ben fatti quanto di rovinare splendidi giochi. Se volete provare ad acquistarlo fate pure, ma sappiate che ha perso la semplicità nell'utilizzo in favore di una lunga sessione di allenamento, complice la mal curanza. Resta per fortuna una grandissima base che anche se menomata, riesce comunque a divertire. (danleroi)

+ Prodotto originario superlativo e divertente
+ Musiche a tono, benissimo dimensionate
+ Graficamente ancora più che valido
- Giocabilità vistosamente fuori fase e sregolato

Voto: 6 su dieci.




domenica 4 maggio 2008

Eledees


Eledees è un titolo nuovo e vecchio allo stesso tempo, e ci introduce in una dimensione di gioco di esplorazione di ambienti domestici nei quali possiamo interagire con praticamente ogni singolo oggetto presente su schermo e nelle stanze. Mediante il Wiimote controlliamo una particolare pistola con cui ci è consentito di spostare e rovesciare come anche rompere gli oggetti nelle stanze alla ricerca di particolari piccoli individui chiamati Eledees. Questa caccia agli Eledees, dipende infatti dalla loro importanza, visto che sono coloro i quali veicolano l’elettricità e permettono al mondo di andare avanti. Nel loro corpicino racchiudono infatti una potente energia, in grado ai fini del gameplay anche di alimentare giocattoli, elettrodomestici, lampadine, computer e altro. Nel gioco infatti avremo modo di interagire in rocamboleschi puzzle con lo scopo di catturare Eledees per riportare la luce in casa, anche frugando in ogni angolo dell’edificio. Più catturiamo questi mostriciattoli colorati, più si accenderanno le luci nelle stanze. Molto interessante la particolarità di potenziamento della pistola: man mano che questa migliora caricandosi del wattaggio dei Eledees, diventa più potente, in grado anche di sollevare intere abitazioni. Soltanto recuperando gli Eledees e accendendo un certo numero di apparecchi possiamo infatti sperare di progredire nel gioco. Con velocità ed intuito basta mirare la pistola verso loro. Premere infine poi per blastarli velocemente. Questi tre fondamentali parametri sono d’obbligo al fine di superare i livelli con il massimo dei voti possibili e sbloccare interessanti extra.


Un prodotto complementare alla console, semplice ma intrigante, che supporta egregiamente le caratteristiche del Wii senza mai abusarne impropriamente. Anche se per alcuni potrà non essere considerato degno, casual o cretinate varie, il titolo Konami si ritaglia un suo perchè, diverte e sopratutto permette di svagare e rilassarsi. Ricordandomi ora i valori principali di un sano videogioco, pur non eccellendo mi sembra evidente che Eledees li abbia tutti e merita un voto certo positivo.
(danleroi)

+ Prodotto originale ben strutturato e divertente

+ Musiche e atmosfera cool

+ Grafica più che valida

- Piuttosto superficiale nel complesso


Voto: 7 su dieci.