BENVENUTI SU THE HAMMER OF MARTAX!! ATTENZIONE! IN QUESTI GIORNI STO REVISIONANDO IL BLOG, QUINDI EVENTUALI FOTO GIGANTI E TESTI DALLE DIMENSIONI DI UN IPPOPOTAMO SONO ALCUNE DELLE SPIACEVOLI CONSEGUENZE DI QUESTA RIMODERNIZZAZIONE. Spero di finire al più presto, nel frattempo vi porgo le mie scuse per eventuali disagi.

domenica 27 settembre 2009

Dead Space Extraction

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Prefazione:

Malgrado la produzione di videogiochi per Nintendo Wii prosegue nella sua linea prevalentemente dedicata all'infanzia, poco alla volta sugli scaffali si affacciano anche titoli dal design più adulto, che per ironia della sorte siedono agli antipodi di quanto in media sulla console Nintendo oggi viene sviluppato. Il riferimento ovviamente è verso le produzioni di genere horror, che poco alla volta tornano a far capolino sugli scaffali nonostante un inizio di generazione non certo incoraggiante. Se in principio potevamo accontentarci di produzioni mediocri o conversioni dalla vecchia generazione, finalmente da qualche tempo ecco arrivare dei titoli horror di qualità, suddivisi per sottogenere fra survival, first person e rail shooter. Se il recentissimo Cursed Mountain si è dimostrato un videogame valido ed appassionante, non possiamo dimenticare che a breve sempre su Wii potremo mettere le mani su Silent Hill Shattered Memories e Resident Evil Darkside Chronicles, due produzioni molto differenti fra loro ma probabilmente molto valide e tutte da giocare. Se siete muniti di Ps3 o Xbox360 poi, i titoli horror non mancano di certo tra i due Condemned, Bioshock, Fear2, Silent Hill Homecoming, The Darkness, Siren ed i prossimi Ju-on e Saw l'enigmista. Su tutti però, lo scorso anno si era affermata incredibilmente una produzione griffata Electronic Arts, uscita esclusivamente su Xbox360 e Ps3: mi riferisco ovviamente a Dead Space. Nonostante il meritato successo, bissato in ambito critico con elogi da tutte le riviste/siti del settore, le vendite però non hanno brillato più di tanto, forse a causa della consueta diffidenza degli utenti, che nella calca del periodo natalizio inseguono da sempre i brand più affermati. Non è infatti un caso che tra i flop del natale scorso figurino anche titoli come Little Big Planet e Mirror's Edge, quest'ultimo sempre della stessa EA. Bisogna anche dire che nei mesi precedenti l'uscita erano molto pochi i servizi o le anteprime riguardanti Dead Space, che restava sempre avvolto nel mistero. Questo errore di marketing con Dead Space Extraction non si è ripetuto, infatti da mesi il bombardamento di notizie, screen e interviste è stato senz'altro molto più marcato, anche se non sufficiente a dipanare tutti i dubbi sul progetto, ancora una volta sottostimandolo con medie percentuali di hype e molti dubbi. Le notizie che anticipavano l'uscita tutta via erano sufficienti a gettare benzina sul fuoco: per cominciare non si trattava di un seguito, ma semmai un prequel. Poi la sua formula da "survival horror" classico era stata variata in uno shooter su binari. Infine, con una mossa piuttosto criticata, ecco questo Dead Space Extraction trasformarsi in una esclusiva Nintendo. Le proteste dei fan, che hanno terminato il precedente episodio e non possiedono la console giapponese prontamente si sono fatte sentire, ma questo si sa è il bello ed il brutto di avere un prodotto in esclusiva. Quello che proprio non è andato giù a chiunque però è stato il cambio strutturale che passando ad un approccio esclusivamente arcade ha infastidito parecchio chi era rimasto legato alla concezione da survival horror. Bisogna valutare quindi, ora che la produzione Electronic Arts è finalmente giunta nei negozi, se davvero ne è valsa la pena di questo cambio, se il prodotto è valido e sopratutto quanta fiducia ancora possiamo riporre in questo brand, perché in molti si sono chiesti l'utilità di un progetto del genere. A fronte proprio delle basse vendite del capitolo originale, nessuno avrebbe mai pensato che se proprio EA volesse variare la formula, sarebbe finita con un sparatutto su binari, per giunta su una console che se vende lo fa su prodotti di ben altro genere. La situazione di questo sottogenere su console poi è ormai da anni piuttosto decadente, eppure si tratta di una struttura divertente e brillante che affonda le sue radici all'origine stessa del videogame, ponendosi con un gameplay integralmente arcade, trasformandosi nell'era moderna in un vero e proprio reperto archeologico. Ma negli ultimi anni, questi mammuth videoludici, sono gradualmente tornati alla luce con un rinnovato vigore ed una maturità concettuale in linea con i tempi. Tutto questo grazie al Nintendo Wii e la sua particolare struttura di controllo, che benché criticata dai videogiocatori più indefessi, si rivela quantomai calzante sia se confrontato al passato, in linea con le produzioni più arcade, che al futuro, con un controllo che si conferma la base di questa e della prossima generazione. Su questa concetti, la software house scelta da EA per lo sviluppo, i Visceral Games, hanno basato la loro opera più importante, confezionando un prodotto potenzialmente in grado di perfezionare un genere arcaico ma ancora estremamente divertente. La domanda quindi ora nasce spontanea: saranno stati capaci di replicare le magnificenze del primo Dead Space?


Recensione:

Giocando a Dead Space Extraction viene da domandarsi come mai questo genere videoludico sia stato per molti anni sepolto sotto le macerie fumanti del disinteresse generale. Anche quando le possibilità tecniche erano limitate, molti trovavano più interessante muovere uno sgorbio al ralenti sullo schermo e sparare con una pistola dallo stesso rinculo dello sgrassatore per la cucina, che invece cimentarsi in un sano sparatutto su binari, magari con una resa visiva migliore ed un maggior effetto nello sparo e nelle dinamiche dell'azione. Non si sa bene quindi perché questi rail shooter vengono considerati solitamente come esperienze minori, nonostante spesso e volentieri il rapporto di feeling creato con il videogiocatore non si rivela inferiore a quello per esempio generato da una avventura in forma classica.
Ma veniamo al gioco:
la modalità storia è quella principale, dove ci consente di vivere l'intera esperienza che per comodità è stata suddivisa in dieci capitoli che una volta completati sono rigiocabili singolarmente. I livelli di difficoltà sono quattro, ben equiparati fra loro, fra cui uno estremamente facile per giocatori alle prime armi. Non disperate però se siete videogiocatori navigati, perché Dead Space Extraction pur non raggiungendo mai picchi di difficoltà alla House of the Dead si rivela sempre competitivo, perfettamente calibrato alla mano del videogiocatore.
Nel corso dell'avventura, impersoniamo diversi personaggi in cerca di salvezza, tra numerose ambientazioni riprese di peso dal primo Dead Space e dal film d'animazione uscito assieme lo scorso anno, chiamato Perdition. Questi scenari sono riprodotti perfettamente anche in Extraction, che anzi fungendo da prequel alle vicende permette di chiarire certi eventi e certe situazioni che poi si verificheranno in seguito. Quello che nessuno si aspetta però è proprio l'effettivo terrore che sprigiona questo nuovo episodio, capace d'incrementarsi esponenzialmente capitolo dopo capitolo, portando il videogiocatore ad un cul de sac emotivo colmo di rassegnazione, per la triste sorte che poco alla volta riguarderà i personaggi in gioco. Senza svelare troppi dettagli in merito, basta dire solo che questa produzione di Electronic Arts vanta una trama di prim'ordine, ricca di colpi di scena azzeccati e situazioni drammatiche che se in un film ci lascerebbero più o meno indifferenti, in un videogame, con il forte grado d'immersività propria di questo media assume connotati estremamente più marcati.

Analizzando il gioco nel dettaglio, bisogna innanzi tutto elogiare la rappresentazione grafica, curata quanto basta e di alto livello, che si rivela sicuramente una delle migliori viste recentemente su Wii. Pur mantenendo gli oggetti infrangibili al nostro sparo (comprese le bottiglie e gli oggetti fragili!) visivamente meraviglia come sia tutto cosi dettagliato, con il movimento dell'inquadratura fluido e scorrevole. La struttura di gioco prevede una visuale in prima persona, tipica di questo sottogenere ed ovviamente un movimento del personaggio automatico, reso come detto questa volta ben più mobile e dinamico del solito. Le varie azioni che possiamo compiere, oltre a sparare, sono aprire porte, armadietti e contenitori come anche raccogliere potenziamenti, medikit, armi e munizioni. Non si tratta quindi di uno sparatutto su binari strettamente semplicistico, perché per raccogliere gli oggetti non basta spararci sopra ma bisogna indicarli col puntatore del wiimote e prenderli con il tasto dedicato. Stessa cosa per il combattimento, dove siamo chiamati ad utilizzare tutte le nostre risorse per affrontare i nemici, contando su aiuti discreti. A parte il lento "sparachiodi" infatti nessuna arma ha proiettili infiniti, e nemmeno gli spazi per conservarle lo sono. Niente armamentario nutrito e per ogni occasione quindi, le armi in gioco sono tante e notevolmente utili, ma possiamo portarne dietro soltanto quattro, quindi è doveroso ponderare le giuste strategie nella selezione. I nemici sono tosti, scordatevi l'idea di sparare sempre nello stesso punto, perché come nel primo Dead Space, per uccidere i necromorfi bisogna sparare agli arti e farli a pezzi. Saltuariamente possiamo anche scegliere dei percorsi, dal quale la scena varierà limitatamente. Non esiste un criterio per la scelta, si tira ad indovinare e si raccoglie l'eventuale conseguenza. L'interazione in questo titolo è piuttosto marcata, spesso e volentieri infatti la regia lascia liberi i comandi per permetterci di guardarci intorno e cercare altri oggetti. Altre interazioni sono richieste per il completamento di semplici puzzle o avanzare a gravità zero. Il secondo giocatore, opzionale, si può aggiungere e togliere in ogni momento della partita, cosa molto comoda e intelligente, permettendo cosi al videogiocatore sessioni in cooperativa frammentarie e non tediose. Da notare che il ruolo del secondo giocatore non è affatto competitivo e tanto meno controlla un secondo personaggio nella trama. Semplicemente è un secondo fucile, quasi come se impugnassimo due armi. Il comparto sonoro si affianca bene a quello tecnico, anzi volendo lo precede pure: rumori di sottofondo, lamenti, strani stridolii, contrazioni strutturali e delle musiche d'atmosfera creano un comparto audio sempre pertinente, capace spesso anche di farsi notare. La parte migliore però è la regia: rispetto Resident Evil The Umbrella Chronicles infatti questa è più viva, emozionante, riesce a calare perfettamente nell'atmosfera di gioco il videogiocatore regalandogli come feedback la sensazione di vivere un film, di ritrovarsi nella testa del protagonista quasi come in "Essere John Malkovich", trasformando quindi l'esperienza del personaggio controllato nella nostra, che a conti fatti rappresentiamo la coscienza attiva del protagonista, quella che si emoziona e risponde sparando, liberando la strada e proseguendo nell'avventura. Quanto mai prima d'ora, per Dead Space Extraction possiamo prendere in esempio il mondo del cinema, perché si tratta del film interattivo senz'altro più riuscito di sempre. Il taglio più cinematografico, quindi con sguardi e primi piani attivi, non inficia negativamente sull'esperienza di gioco, ed anzi l'arricchisce a dismisura, dando quel feeling necessario a giocare senza sosta un capitolo dopo l'altro, con la sola paura di finirlo troppo presto. Per far comprendere meglio il distacco tra il precedente Dead Space ed Extraction, basta un esempio quanto mai calzante, che rende bene anche come spiegazione ed aiuta a comprendere la regia in gioco: si può dire che questo Extraction infatti sta al classico Dead Space come un Cloverfield o Blair Witch Project sta a un horror di forma classica. Ovviamente il riferimento riguarda solo le attività intorno alla regia, perché la sceneggiatura e la trama di sfondo è senza dubbio qualche spanna più interessante del paragone cinematografico a cui viene prestato. Davvero, questo novello Dead Space sorprende a livello di spettacolarità, e mica poco! Ci si aspettava qualcosa di mediocre o magari di carino ma scontato ed invece si scopre come con questo taglio il prodotto appassiona, intriga, diverte, e quasi riesce meglio, forse grazie alla visuale in prima persona, a fare paura o semplicemente schifare quanto basta, grazie alla notevole componente splatter. Per questi motivi quindi questo episodio per Nintendo Wii vive di un'anima videoludica tutta sua, distaccandosi completamente dall'opera originale pur non scendendo mai di qualità, un caso più unico che raro nella storia dei videogames. Le scene sono violente, efferate, i nemici tosti e duri da abbattere, Dead Space Extraction ci aiuta ad entrare in un incubo ed a percorrere una odissea horror di rara immedesimazione cinematografica. L’orrore nella sua essenza è quì manifestato per fornire una azione splatter incisiva e dominante, unita ad una narrazione continua e veloce che rende il tutto estremamente più interessante. Il gioco è in italiano, ma solo sottotitolato. Il doppiaggio inglese è di ottima fattura. Oltra alla modalità storia, è presente anche una modalità Sfida, dove bisogna triturare quanti più nemici in rapida successione dando sempre un occhiata al numero esiguo di munizioni sempre pronte a terminare.


Considerazioni:

Dead Space Extraction segna il suo ingresso nell'elité dei giochi per Nintendo Wii portandosi in cima alla graduatoria del suo genere e dando una soggettività, un emozione che con l'horror in forma classica finora non si aveva mai avuto. Un po' meno arcade di Overkill e gli House of the Dead ma allo stesso tempo accessibile per chiunque, vanta una regia estremamente curata ed appassionante, che depone al confronto di Umbrella Chronicles un senso di novità ed evoluzione, cosa che se Capcom con l'imminente Darkside Chronicles dovesse in qualche modo ripetere, potrebbe incredibilmente far sembrare quest’ultimo più vecchio del dovuto. Se il gioco da solo non vi basta, EA ha reso disponibile come bonus da sbloccare man mano avanzando nel gioco, una bellissima graphic novel, avvincente ed interessante, che ci svela buona parte dell’origine di questo splendida avventura.


(danleroi)

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