BENVENUTI SU THE HAMMER OF MARTAX!! ATTENZIONE! IN QUESTI GIORNI STO REVISIONANDO IL BLOG, QUINDI EVENTUALI FOTO GIGANTI E TESTI DALLE DIMENSIONI DI UN IPPOPOTAMO SONO ALCUNE DELLE SPIACEVOLI CONSEGUENZE DI QUESTA RIMODERNIZZAZIONE. Spero di finire al più presto, nel frattempo vi porgo le mie scuse per eventuali disagi.

domenica 30 maggio 2010

Alpha Protocol

Si parla molto veloce in Alpha Protocol.. anche per corteggiare è come nella realtà: o la va o la spacca!

Lo scorso anno proprio di questi tempi seguivo con interesse e curiosità le miserissime news che trapelavano dietro all'ultimo progetto di SEGA, affidato alle sapienti mani di Obsidian Entertainment, società nata sette anni fa dalle ceneri della magnifica Black Isle Studios, ovvero quelli del primo Fallout, Icewind Dale ed il capolavoro Planescape Torment.

Questo progetto soprannominato in condice "Georgia" riguardava nello specifico una idea piuttosto interessante: quello di creare un gioco di ruolo adulto e basato sopra un canovaccio narrativo intriso di fantapolitica e terrorismo anziché i soliti draghi e folletti oppure le lande desolate post-atomiche tipiche di molti giochi moderni. Per fare questo bisognava mettere bene a fuoco i punti di riferimento al quale aggrapparsi, ed anche in questo Obsidian era riuscita a suscitare un certo interesse: meccaniche stealth alla Splinter Cell ma sempre con una certa libertà di azione funzionale per personalizzare il proprio personaggio il più vicino alle attitudini ludiche del videogiocatore; potere decisionale con diverse risposte multiple nei dialoghi, incentrate tutte sul tono ed il carattere da utilizzare; canovaccio narrativo capace di unire il feeling della serie 24 alla signorilità ed eleganza del migliore 007. Insomma, fra voi che leggete, a chi potrebbe non interessare?

La prima cosa che salta all'occhio di Alpha Protocol è ovviamente lo scarsissimo comparto tecnico: modelli vecchi ed approssimativi, le texture che compaiono costantemente in ritardo di uno-due secondi, muri invisibili d'altri tempi, esplosioni ridicole ed animazioni scadenti. Il tutto condito da cromature scure e poco sfumate ed un certo aliasing generale specialmente su PS3. L'impressione generale è estremamente low cost. Non voglio sembrare esagerato, ma questo gioco poteva uscire tranquillamente nella prima generazione di PS2/XBOX.

Il buon videogiocatore tuttavia sa che la grafica è sempre secondaria al gameplay. Quindi Alpha Protocol ha tutte le possibilità, viste le premesse, di riscattarsi in modo proverbiale con una sostanza di fondo in grado di far dimenticare le brutture iniziali e dare al videogiocatore quel feeling necessario a proseguire l'avventura. Purtroppo questo avviene solo in parte, perché i difetti strutturali del gioco sono nel 2010 abbastanza gravi, al punto da pregiudicare l'interesse che anche i più solidali potrebbero nutrire in questo progetto. In primis a decadere è proprio l'intelligenza artificiale, in questo gioco ampiamente scadente al punto da spostare ancora più indietro nel tempo la sensazione di gioco, ora regredita all'epoca a 32-bit. Non solo i nemici compiono percorsi prestabiliti con tempistiche meccaniche perfette (cosa tollerabile) ma lo fanno con una indifferenza tale che se incrociano il cadavere di un compagno non si preoccupano nemmeno di dare l'allarme. Anzi, nel caso montassero di guardia, niente scalfirebbe la loro concentrazione, nemmeno l'esplosione di una autocisterna o di un camion. Al contrario, godono talvolta di una vista formidabile, capace di scorgere persino il naso del vostro alter ego mentre si accomoda faticosamente dietro un muretto per cercare (inutilmente) un approccio stealth. Una volta che si saranno accorti della vostra presenza, tenderanno a sparare ed imboscarsi dietro agli oggetti dello scenario. Qualunque oggetto, sia chiaro, anche i soliti rossi bidoni infiammabili. Se quando nascosti poi vogliamo fare i cecchini, ecco spuntare fuori un altro motivo per deludersi: bisogna aspettare che si alzino da soli o che caccino fuori la testa, altrimenti piedi e gambe sporgenti saranno insensibili al dolore e refrattari ai proiettili. Altre proprietà di queste guardie superdotate: sono resistenti ai colpi di pistola, dove un intero caricatore a volte non basterà per stenderle. Non lo sono invece ai pugni: un piccolo buffetto sul naso e saranno a terra. Una volta stecchite con le armi da fuoco poi non è prevista la possibilità di spostare il corpo e occultarlo, anche perché tanto svanirà da solo e comunque le altre guardie prese come sono dalla ronda non lo vedrebbero mai.
Altro problema però riguarda anche lo sparare in se: bisogna infatti puntare il nemico ed aspettare che il puntatore interno all'enorme cerchio di mira diventi color rosso per essere sicuri di assestare un colpo decente. Questo non è possibile sempre, ma solo inquadrando le varie parti fisiche del nemico. Andrebbe anche bene se questo sistema avesse un nonsoché di veloce e reattivo, ma non è cosi. Si perde tempo eppoi a dire il vero non tutte le parti del nemico sono inquadrabili da questo puntatore, cosi altro tempo verrà perso a spostare la mira in zone migliori. Finché si è nell'ombra può ancora essere tollerato, ma in fase di azione proprio no.

La parte rpg prevede lo sviluppo di alcune caratteristiche, propriamente più adatte al geniere, alla spia oppure all'agente speciale in generale. Tuttavia oltre a dei parametri prefissati, è possibile personalizzare liberamente le abilità ed uso delle armi con pochissimi paletti preimpostati. Questo è volendo un bene, ma anche il gioco in se è affrontabile senza troppe penalità sia uccidendo tutti alla Rambo che affrontando i nemici in modo silenzioso e letale, come sarebbe più giusto visto che il gioco si spaccia per un psy-rpg. Personalmente però sono fermamente convinto che questa sia una stupidaggine, perché un gioco secondo me dovrebbe essere prevalentemente action o prevalentemente stealth, oppure a turni con permettere un sistema alternato. La libertà di approccio non sempre porta beneficio poiché non educa ad alcun gameplay. Non esiste dunque un sistema di apprendimento in questo gioco, cosa peraltro già vista nel bellissimo Metal Gear Solid IV, che trovava in questa caratteristica il suo tallone di Achille.


Il gioco prevede un sistema di quest di avvicinamento, dove bisogna sostanzialmente fare fuori tutti dal fortino e recuperare le informazioni o arrivare al capo di questo per estorcergli un modo per proseguire, con le buone (corruzione) o con le cattive (minacce e talvolta omicidio). La parte narrativa raramente si affaccia in missione, ed è solitamente confinata fra una e l'altra in qualità di filmato o collegamento online dalla casa del protagonista (o stanza di albergo). Le location come annunciato saranno quattro: Taipei (Asia), Roma, Mosca e Arabia Saudita. L'esecuzione delle varie quest porta ad un certo punto ad una missione fondamentale, contrassegnata dalla lettera greca "alpha". Dopo di questa si apre un nuovo capitolo per la narrazione, con nuovi relativi colpi di scena, tradimenti e sospetti. L'aspetto più riuscito infatti del titolo è proprio la parte narrativa, ovvero il canovaccio e le possibilità espresse in sede di anteprima dalle migliori testate giornalistiche: Alpha Protocol permette infatti di decidere nei momenti chiave come comportarsi con il proprio personaggio, se uccidere o meno un possibile informatore o se rispondere in modo brusco o dolce o amoreggiare con le interlocutrici. Oppure è anche possibile tagliare corto e concentrarsi sull'aspetto più professionale dell'azione. Tutto quello che leggerete nel retro della confezione di gioco dunque è vero, perché scegliere è davvero la tua arma e tutto si conformerà in base alle tue decisioni. La trama poi è molto interessante e tratta più o meno tutti i temi più moderni, dalla lotta al terrorismo alle cospirazioni interne delle varie agenzie governative statunitensi. Insomma, il gioco promette e mantiene ma.. ebbene si, c'è un "ma" grande quanto l'ambizione di un gioco come questo, ogni decisione fondamentale per il dialogo ed il percorso narrativo, deve passare attraverso una brevissima barra di tempo che non permette alcuna pianificazione strategica. Infine anche i dialoghi sono troppo veloci e per quanto sottotitolati in italiano, questi appaiono sempre come una rapidissima mezza riga. Le conseguenze di perdere alcuni spezzoni sono molto marcate, come anche l'errore in seguito nella scelta multipla.

Altra cosa in parte fastidiosa sono i diversi minigiochi, che per struttura sono molto semplici ma che hanno pure questa barra del tempo limitatissima. Il fastidio comunque è relativo, perché la richiesta di una certa velocità di esecuzione favorisce una maggiore attenzione alla violazione dei vari computer e lo scassinamento di casseforti, dispositivi numerici per le porte e lucchetti. L'errore viene punito immediatamente con la diramazione dell'allarme ed in certi casi l'impossibilità di accede a stanze o dati. La cosa un po' ridicola è che davvero tutto porta all'allarme, anche lucchetti in porte malandate in zone non propriamente hi-tec..

Alpha Protocol non è un brutto gioco, ma soltanto è vecchio di una o due generazioni. Non mi riferisco solo alla grafica ma a tutta la struttura in generale. Vagliate dunque con attenzione se procedere o meno nell'acquisto. Io l'ho fatto sulla fiducia (e sarò l'unico in Italia ad averlo preso al day one) in Obsidian, ma sarei un bugiardo se dicessi che è stata ben ripagata. Probabilmente Alpha Protocol è infatti un gioco con più bassi che alti, ma quel poco di positivo che c'è nella sua esperienza lo renderà potabile ai videogiocatori meno pretenziosi, specie se acquistato ad un prezzo budget. Forse sviluppato inizialmente con troppa ambizione e poche possibilità economiche, non supera assolutamente la sufficienza per le gravi inadempienze strutturali che minano l'esperienza per come era stata proposta. Tuttavia non minano il comparto narrativo che comunque pur senza eccellere sa dare il fatto suo. Se volete però godervelo davvero, giocateci in modo sbarazzino, considerandolo quasi una produzione arcade alla The Club o Dead to Rights Retribution, fregandosene dei contenuti e delle mancanze ma concentrandosi sul divertimento ignorante che comunque, se apprezzato, è in grado di generare un certo divertimento.


danleroi

2 commenti:

  1. ora ti consiglerò un altro gioco da prendere!

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  2. Ahahahahah! Ma tanto lo avrei preso comunque su.. certo che è stato proprio un bel mese fra questo e Prince of Persia.. BRRR!!

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