BENVENUTI SU THE HAMMER OF MARTAX!! ATTENZIONE! IN QUESTI GIORNI STO REVISIONANDO IL BLOG, QUINDI EVENTUALI FOTO GIGANTI E TESTI DALLE DIMENSIONI DI UN IPPOPOTAMO SONO ALCUNE DELLE SPIACEVOLI CONSEGUENZE DI QUESTA RIMODERNIZZAZIONE. Spero di finire al più presto, nel frattempo vi porgo le mie scuse per eventuali disagi.

mercoledì 14 aprile 2010

Il ritorno di Abe..

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State pure fermi sulla sedia, per ritorno non intendo un nuovo capitolo di Oddworld purtroppo, visto che a quanto pare questa serie è ancora ufficialmente data per dispersa, ma il ritorno di Abe's Oddysee, uno dei migliori giochi per la prima storica PlayStation. So che tutti speravate che ciò che resta di Lorne Lanning e Oddworld Inhabitants mettessero mano ad un nuovo capitolo di quella che doveva essere una quintologia e che vede invece quattro soli esponenti, tutti di pura classe: Oddworld Abe's Oddysee; Oddworld Abe's Exoddus; Oddworld Munch's Oddysee ed infine l'action Oddworld Stranger. Degli altri titoli vedremo prossimamente, sperando in una riedizione o qualcosa del genere. Se avete pazienza di cercare su eBay, comprateli pure anche solo per sentito dire: fidatevi, sono belli e preziosi!

Abe torna dunque, ma come dicevo si tratta soltanto di una riedizione sul PlayStation Network, tramite la sezione PS Classics. Per chi di voi non conoscesse il gioco spiegherò qui di seguito di cosa si tratta con parole mie: Il concetto alla base dell'ormai mitico Oddworld: Abe's Oddysee era quello di unire un platform di buona fattura con una storyline molto accattivante, arricchendolo di decine e decine di elementi puzzle, come di tradizione ai tempi di PSOne. Il risultato è qualcosa di incredibile, un prodotto capace di farsi apprezzare anche nella prima era 3D, dove i videogame bidimensionali erano malvisti e considerati senza appello come retrò. La maestosità di questa realizzazione eppure ha superato ogni pregiudizio, e con i soldoni di una GT Interactive ancora in gran forma e lontana dalle grinfie malsane di Infogrames, il risultato è stato un game di grande impatto, capace di far sfigurare certe merdine odierne come quel Braid spacciato ai quattro venti per capolavoro. Ma cosa significa Oddworld e chi sarebbe questo Abe? Il gioco si ambienta in un pianeta fittizio denominato appunto Oddworld non a caso, visto che è ricolmo di creature dall'aspetto molto particolare. Come potete vedere in queste immagini, il design dei vari mostriciattoli è ben fatto ed artistico al punto giusto, quasi una espressione di quanto il gioco ha da offrirvi. Infatti il vero protagonista di questa "storia" non è Abe, ma lo strano mondo nel quale vive, che si presenta come un connubio perfetto fra fantasia e realismo. Fantasia perché ogni singolo tassello del quale è composto ha un non so che di strambo e assurdo quanto anche sopratutto grottesco. Realismo perché le tematiche affrontate all'interno di questo universo non sono poi molto differenti da quello nostrano. Ma torniamo al gioco in se e vediamo in una rapida carrellata nominale quello che più vi resterà impresso giocando ad Abe's Oddysee: fondi industriali, alieni con protesi meccaniche, stranezze varie ed aggressivi mostriciattoli fanno da contorno alla razza scelta come protagonista di questa avventura: i Mudokon, un popolo strano anch'esso ma il più simile agli esseri umani per forma, con la differenza di essere profondamente pacifici e purtroppo anche indifesi. Non a caso in natura ormai ne restano pochissimi, mentre quelli che sono stati catturati lavorano come inservienti (diciamo anche schiavi) nei diversi stabilimenti di produzione di tutta Oddworld, sfruttati dai potenti padroni, i Glukkon, creature simili ai calamari. Questi strambi individui tutti impomatati occupano i ranghi sociali più alti nel pianeta e gestiscono ogni cosa con lo stesso bieco fare dei nostri cari industriali. Spietati ed interessati solo al profitto aziendale, hanno reso schiave al loro dominio le tribù di Oddworld, relegandogli un ruolo in base alle varie attinenze: ramo militare, ramo gestionale ed anche.. ramo alimentare! Gli Scrab per esempio, i Paramiti.. tutte creature utilizzate con questi scopi. Ce ne stanno anche altre, ma molte ormai sono estinte da tempo. La razza più remissiva di tutte invece, i Mudokon, hanno trovato posizione come addetti alle pulizie ed in tutti i lavori di fatica. Sono l'ultima ruota del carro di un sistema che non solo li esclude da ogni diritto ma li considera anche sacrificabili, un po' come i nostri operai nel mondo reale.

La storia di Abe inizia in uno dei stabilimenti controllati dai Glukkon, precisamente i Mattatoi Ernia. Molluck e tutto il consiglio di amministrazione da tempo cercano nuove idee per la produzione, che sempre più arida di proposte persegue sempre sugli stessi alimenti, condannando le diverse specie progressivamente all'estinzione. Abe, un mudokon felice e fischiettante perché vittorioso dell'ambito premio di operaio dell'anno, sta pulendo ancora una volta i corridoi dietro gli uffici di Molluck il glukkon, quando per puro caso gli capita di origliare quello che nella sala riunioni sta succedendo. Acquisita una posizione per spiare senza essere visto, scoprirà a brevissimo l'ultima diavoleria inventata dai Glukkon per riportarsi in auge finanziariamente. Una nuova specie è stata selezionata per la macellazione, una specie che finora era stata poco sfruttata in questo ambito è pronta a subire la stessa sorte degli Scrab e le loro tortine od i pasticci di Paramiti: i Mudokon!! Scioccato e terrorizzato, inizia cosi la grande fuga di Abe, che tenterà oltretutto di salvare i suoi novantanove colleghi all'interno dei mattatoi. Appena lasciata la postazione però, l'allarme viene immediatamente diramato ed i vertici, capitanati da Molluck stesso, scoprono cosi della fuga. Sulle sue orme ci verranno inviati centinaia di Slig, delle creature senza gambe utilizzate come guardie. Severissimi e militareschi, contraddistinti da speciali gambe meccaniche ed un mitragliatore sempre caldo, assieme ai fidi Slog (dei cagnoni-mostro alieni) rappresentano il principale nemico in cui Abe si imbatterà nella avventura. Non a caso hanno l'ordine di uccidere a vista tutti coloro che abbandoneranno la postazione di lavoro.

Con questa premessa inizia l'avventura, narrata nel nostro idioma dalla voce fuori campo dello stesso Abe. Il gioco come dicevo è un platform di scuola bidimensionale, con un bellissimo effetto di profondità ed una palette di colori fredda e scura quanto perfettamente definita. L'elemento puzzle è presente in ogni schermata di gioco e si basa prevalentemente su enigmi ambientali più o meno complessi, che fra leve e passaggi segreti permettono la risoluzione di questi ed il passaggio in zone successive. L'elemento cardine però non è l'avanzamento nel gioco, ma il salvataggio degli altri operai mudoki. Questo avviene tramite particolari portali attivabili con la preghiera ed il canto. I Glukkon conoscevano bene di questo particolare potere dei Mudokon, cosi l'intera fabbrica da tempo era stata riempita di diversi dispositivi laser fulminanti che rilevano ogni più possibile canto. Il nostro scopo dunque sarà quello di liberarci di queste protezioni, passare sotto centinaia di macchine addette alla triturazione della carne, decine di portali con rilevatori di movimento ed ogni più diabolico ordigno uscito fuori dalla mente di Lorne Lanning e soci. Come se non bastasse, per la fuga bisogna passare proprio dalle riserve di Scrab e Paramiti, che nelle loro zone si trovano in stato di semi-libertà. Aggressivi ciascuno a modo loro, assieme alle guardie rappresentano la minaccia più insidiosa del mondo di Oddworld. Ad aggiungere un altra dimensione marcatamente puzzle al gioco poi, ci sarà il sistema di dialogo: ebbene si, nel gioco se vuoi proseguire devi parlare! Hai un tot di comandi predisposti al dialogo, che non sarà un semplice chiacchiericcio senza senso ma dei precisi ordini vocali che Abe impartirà ai vari operai mudokon sparsi nel gioco con lo scopo di farsi seguire, per dirgli di fermarsi o proseguire, e nel seguito (Oddworld Abe's Exoddus) anche per consolarli o sgridarli in caso di depressione o ubriachezza. L'unica vera arma che Abe possiede è il potere di prendere possesso degli Slig e utilizzarli a proprio piacimento. Per fare questo però bisogna riparare in un posto sicuro ed intonare un altro tipo di canto più particolare. Altre abilità poi verranno sbloccate verso la fine del gioco, ma non immaginatevi che Abe's Oddysse si trasformerà in un action! Resta sempre una avventura molto cerebrale, fatta di diversi passaggi non troppo difficili ma perfettamente complessi e calibrati.

Oddworld Abe's Oddysee è un'opera monumentale, un vero e proprio inno al level design ed un capolavoro senza tempo. Invecchiato benissimo, ancora oggi sarebbe in grado di divorarsi in un boccone ogni platform puzzle in circolazione. Superato per complessità e varietà dal suo stesso seguito, prossimamente speriamo in release sul PSN, è un acquisto obbligato per chiunque voglia vivere un vero videogame fatto con ingegno e qualità. Perchè poi, volendo approfondire certe tematiche, quello che passano i disperati mudokon non è troppo diverso da quello che l'industria odierna fa passare alla classe operaia, i primi a pagare sempre e comunque. I Glukkon spietati e gli Slig senza cervello rappresentano un'altra profonda critica al sistema: i primi rappresentano i colletti bianchi o se vogliamo gli industriali, i padroni che considerano la vita solo consequenziale al bilancio. I secondi, schiavi anch'essi, sguazzano nel più vile servilismo servendosi di protesi in grado di dar loro il giusto potere. Rappresentano dunque al tempo stesso sia il servo corrotto e cieco, supino al volere del padrone che al tempo stesso le forze dell'ordine, obbligate dal dovere tante volte ad eseguire e non analizzare, schierarsi a favore di un ordine spesso nemmeno cosi giusto e corretto. Paramiti e Scrab invece, con la loro selvaggia natura rappresentano il mondo animale, ingiustamente sacrificato per farci arrivare wurstel ed hot dog in modo naturale, manco crescessero sugli alberi. Infine nel seguito queste tematiche verranno ancora più ampiate: i mudokon con gli occhi cuciti che fanno pendant con quelli dello stabilimento Ernia, con la cucitura alla bocca, vogliono significare proprio la condizione sociale differente alle diverse dipendenze. I mudokon resi ciechi infatti lavorano in miniere senza mai fermarsi. Non hanno diritto a vedere la luce perché a loro è concesso solo il lavoro. Se guardiamo come nel mondo reale vengono sfruttate certe popolazioni asiatiche ed africane con lo scopo imperativo della produzione, possiamo renderci conto come questo gioco offra diversi spunti di riflessione. Uscito originariamente nel 1997 sulla prima leggendaria PlayStation, adesso è disponibile a soli cinque fottuti euri tramite PSN. Il gioco funziona sia su PSP che PS3, quindi se possedete almeno uno di questi formati non avete scuse. Chi di voi invece ha ancora una PS2, si dia alla caccia della vecchia versione PS1 su eBay, a qualunque prezzo possibile perché queste esperienze non hanno valore monetario ma solo artistico.

(danleroi)



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