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lunedì 17 maggio 2010

Regali dal PSN Premium..


Stando a diverse fonti, sembra che tutte le caratteristiche le vedremo fra un mese circa all'E3 di Los Angeles.
Nei prossimi giorni quindi verranno rilasciate info riguardanti il sistema Premium del servizio PlayStation Network. Non sono molte le indiscrezioni attuali, vediamo quindi di studiare quanto potrebbe emergere:

Al momento sembra che l'idea del servizio a pagamento per il PSN sia ben più che vaga ed anzi entrerà in atto per l'autunno. Che cosa garantirà questo servizio? Prevalentemente una maggiore personalizzazione delle caratteristiche online, del proprio avatar e della cross chat, ovvero la possibilità di comunicare con altri utenti durante diversi svolgimenti di gioco. Infine anche lo Store avrà diverse modifiche: ci saranno prezzi budget ed offerte esclusivamente Premium e probabilmente anche qualche download gratuito fra alcuni titoli selezionati o film (quelli che vendono di meno o che hanno già venduto molto e sono in calo), in modo da dare all'interessato un "effetto rimborso" che di fatto non è purtroppo.


E' chi non sottoscriverà alcun abbonamento? Beh.. le cose resteranno invariate, probabilmente però vedranno meno offerte col tempo affacciarsi sullo Store e la già sterile offerta delle prestazioni PSN diventerà man mano la scusa con cui Sony si salverà in calcio d'angolo. Proviamo una reclàme: Ci metti molto a scaricare un file? La connessione salta? Colpa tua, sottoscrivi un abbonamento Premium per avere corsie preferenziali sul PSN! In fin dei conti è gratuito! Infatti sarà compreso nel prezzo ogni mese un gioco a tua scelta e due film da guardare in streaming direttamente sulla tua PS3! Valorizza la tua console, passa a Premium!

danleroi


giovedì 22 aprile 2010

Monsters (probably) Stole My Princess



Non ho mai apprezzato molto i minis, dei videogame concepiti in forma estremamente ridotta ad un prezzo estremamente budget. Dicevo, non li ho mai apprezzati perché proprio questo prezzo spesso è più caro di quanto dovrebbe oppure la realizzazione è superficiale, molto indie o confezionata come molti games in flash che impazzano oggi su piattaforme tipo Facebook. La verità è che, per dirla senza mezzi termini, questi minis per la maggiore fanno cacare e sono una ladrata pazzesca.

Ok, ho detto cosa pensavo. Ora veniamo appunto al minis che da il titolo a questo post, ovvero il buffo Monsters (probably) Stole My Princess, sviluppato da Mediatonic. Si tratta di un minigame molto ben congegnato e divertente, apparso oggi sul PSstore. Concettualmente è un platform a percorso verticale. Il protagonista della vicenda è un certo The Duke, che si rifà per design alla figura tipica del vampiro brizzolato, tipo per intenderci il papà di Ransie la Strega. Siamo tuttavia di fronte ad un aristocratico, che si è covinto che qualche terribile mostro abbia (probabilmente) rapito la sua amata principessa. Il sospetto è palese, visto che trova tutto posto a soqquadro come solo un essere di grandi dimensioni sarebbe in grado di fare. Come potete vedere dal video allegato, si tratta di un prodotto estremamente divertente già solo per la sua introduzione.

Divertente e dal design prettamente nipponico per intenderci "alla Disgaea" questo giochillo non è l'eccezione che conferma la regola sui minis come prodotti mediocri. Per quanto interessante, sostanzialmente offre delle gare di velocità con il nemico e la necessità di colpirlo a morte prima del traguardo. Ogni livello seguirà questo canovaccio, dando molto l'impressione di trovarsi di fronte ad un prodotto piuttosto elementare quanto al tempo stesso piacevolmente azzeccato. Non combacia appieno il prezzo di quattro euri al quale è stato posto. Si tratta di una spesa nel complesso fattibile per il prodotto in questione, ma se pensiamo che con solo un euro in più c'è tanto bendiddio nella softeca PSOne sullo store di Ps3 capirete che forse conviene volgere l'attenzione in precedenza a questi. Ma se avete già preso cosa vi serviva e cercate un videogame scanzonato, leggero e divertente, da giocare sia su PS3 che sulla PSP.. beh mi sembra che Monsters (probably) Stole My Princess sarà senz'altro un ottimo acquisto oltre che il miglior minis finora pubblicato.

Il primo di maggio, il blog ufficiale di Playstation darà a tutti la possibilità di fare domande al suo creatore, ovvero Paul Croft.
Se vi interessa non mancate! In alternativa, vi rimando al Sito Ufficiale del gioco.


giovedì 8 ottobre 2009

Boicottando la PSP GO!


http://p1scqq.bay.livefilestore.com/y1pkaNhPSswL0w3ldmKFsWF6XkOMJWgus9jlmymHeHPiOS8NWaHxvz4Qah3SImqkJrq6yhfJcMSr6gDxvnIab1i4DmHLB5rIAHM/PSP%20GO%20W.jpg

Con la PSP GO! ormai ufficialmente in vendita da qualche giorno, non si sono ancora stemperate le polemiche, ma anzi, oggi entrano in gioco anche quelli di Mediamarket, ovvero i proprietari delle catene Saturn e Mediaworld. A quanto pare infatti, dopo Shop To (Regno Unito) e NedGame (Paesi Bassi) ed EB Games (Australia), anche l'azienda italiana ha annunciato che vieterà la vendita del nuovo portatile di Sony presso i suoi punti vendita, creando cosi un buco di distribuzione nel nostro territorio notevole, in quanto proprio Mediaworld risulta il primo venditore nazionale, raggiungendo il 22% circa della distribuzione complessiva, cifra ben al di sopra anche del concorrente Gamestop, che comunque pur senza dichiarazioni ufficiali, non ha minimamente pubblicizzato o quasi l'arrivo della nuova console. Sembra uno scenario fantascientifico, che quasi ricorda il blocco al Gamecube avuto nella scorsa generazione (anche se per cause differenti, questioni di scarso successo commerciale).

Questa però è anche la triste dimostrazione del potere che gli esercenti vogliono rivendicare sull'industria dei videogames, che sente sempre più il bisogno di affidarsi al digital delivering per incrementare i guadagni, a fronte di spese per lo sviluppo dei vari titoli sempre più abissali. Vediamo quindi di approfondire la questione, partendo ovviamente dall'inizio:



Tornando indietro..

Quando PSP GO! fu annunciata a sorpresa in questo E3, in pochi pensavano che a breve la distribuzione nelle varie catene dei negozi sarebbe stata boicottata. Da anni d'altronde, il videogiocatore informato sa bene che il giorno in cui il Digital Delivering (DD) avrebbe preso piede, gradualmente sarebbe stato costretto ad abbandonare la sua collezione di videogame impilati con amore sullo scaffale, per sostituirli con dei tristi download. Ovviamente questo aspetto non può certo fare felice qualcuno, se non fosse che da sempre si è anche parlato di prezzi bassi, di videogame tagliati nelle spese grazie al risparmio sulla distribuzione e sui supporti.

Questa situazione sarebbe stata accettata dai rivenditori, se non fosse per il fatto che, sorpresa, PSP GO! non ha alcuna unità di lettura dischi, rendendo di fatto invendibili i videogame retail, quelli dove solitamente le compagnie ci ricavano maggiormente. Con la nuova console quindi, Sony sostanzialmente vuole tagliare i ponti con la distribuzione canonica, rifornendo lei stessa i giochi tramite PlayStation Network, per un guadagno a tutti gli effetti netto sul prodotto in vendita.


Questione di dimensioni..

Vista la dimensione dei singoli giochi, il DD ha interessato finora solo i piccoli-medi download, relegando quelli maggiori in un angolino, proprio per i diversi limiti che l'utenza incontrerebbe a scaricare dimensioni maggiori. Su console però Microsoft ha preparato per il download diversi giochi Xbox 360, anche se forse la strada giusta l'ha trovata Fable 2, venduto suddiviso ad episodi, con il primo gratuito per provare. Nel campo delle console portatili le cose ovviamente sono più semplici, visto che raramente le dimensioni sono un problema. Collegare a internet la PSP e scaricare un gioco di un Gigabyte è qualcosa di più veloce che uscire per i negozi alla ricerca del gioco o della offerta giusta. La reperibilità costante dei titoli nello store poi eliminerebbe il problema del sold out, e permetterebbe delle analisi di mercato più preise, cosa che assolutamente interessa alle varie software house. Quindi era naturale che prima o poi sarebbero state proprio le console portatili a portare la novità di una console dedicata esclusivamente al digital delivering. Questione di dimensioni più che di richiesta.


Quanto conviene?

La mancanza del supporto disco proprio non piace a chi di questi supporti ci campa, quindi se sono già cominciate le prime rappresaglie di alcune grandi catene, per le altre potete notare come non esistano o quasi promozioni inneggianti a PSP GO!, al massimo pubblicizzata con qualche cartello o vetrina. Eppure l'idea di Sony, presa a piè mani dal successo commerciale dei prodotti Apple e del suo iTunes, non è affatto da scartare, perché anche se il Digital Delivering probabilmente farà fallire le varie sezioni videogames nei negozi (che si limiteranno alla sola vendita hardware) in compenso le case di sviluppo potranno avere finalmente maggiori introiti, necessari a sviluppare videogames migliori. Chiunque può cosi acquistare un videogame previa connessione ad internet (altro grosso limite) evitando quindi i disagi di uno lungo spostamento se si abita in zone poco rifornite di negozi. Resta però una forte negatività, che delude e divide i videogiocatori odierni, che non solo si vedono depredare della collezione ma anche della rivendita come usato. Per non finire poi in un vicolo cieco recato dai prezzi ancora troppo alti del software, che porta l'utente medio piuttosto a tenersi anche la console vecchia ma non perdere un benefit che trattiene a se dall'alba dei tempi dello stesso settore.


L'idea naque..

Sembra che questa idea nacque in fase di progettazione di PSP, dove alcuni ingegneri di Sony Computer Entertainment avevano avanzato l'ipotesi di un sistema chiuso, privo di lettore disco. Ma i tempi (2004) erano davvero troppo acerbi sopratutto per Sony stessa, ancora molto indietro sulla questione online legata a PlayStation. Questa idea però è rispuntata mesi fa nuovamente fuori dalle parole di Howard Stringer, CEO di SCEE che reo-confesso asseriva di essere dispiaciuto di non aver reso il sistema dello store vario ed interessante come quello di iTunes. Quella dichiarazione sostanzialmente era un annuncio da leggere fra le righe. Infatti nemmeno due mesi dopo, in un folgorante E3 losangelino, ecco l'annuncio che ha cosi meravigliato ed allo stesso tempo disturbato molte persone: la nuova PSP GO!


Da che parte stare?

Questa situazione ha diviso anche il pubblico, trovando molte critiche specialmente dal tipico videogiocatore tradizionalista, che si dichiara fortemente oppositore a questa concezione, specie se i prezzi di download non offriranno chissà che ribassi. D'altronde come si fa a biasimarli, anzi, mi metto di mezzo e dico come si fa a biasimarci!? In casa con orgoglio sfoggiamo sempre la nostra collezione agli amici, di cui nel nostro piccolo ci sentiamo fieri, eppoi molti videogiocatori sono tali grazie proprio all'usato. Si sa, i videogiochi costano cari, e non si può pensare che le varie software house possano rivendere uno stesso titolo allo stesso prezzo della versione su disco. Settanta euro sono tanti, e la consapevolezza di non potere rivendere, restituire o prestare il gioco una volta terminato abbassa senz'altro le possibilità di acquisto del medesimo. Ovviamente queste persone si contrappongono ad altre che accettano di buon grado questa nuova soluzione adottata da Sony, che non per niente ha puntato a far leva proprio su questa gente "sensibile" alle produzioni hi-tech. Lo si può notare pure dal prezzo di vendita, considerabile "di fascia alta" e ben poco conveniente. Infatti a quasi cento euro di meno è possibile trovare il modello precedente, con meno memoria è vero, ma compatibile con i supporti, per reperire centinaia di giochi ai prezzi minimi dell'usato. Poi a quasi cinquanta euri di più abbiamo addirittura l'ammiraglia PlayStation 3, dubito fortemente che nel caso di un acquisto solo si possa rimanere indecisi! Però schierarsi contro Sony quanto è davvero giusto? Possiamo accettare che chi crea i nostri amati videogiochi debba venire tenuta in scacco dagli odiosi rivenditori, che con proteste e minacce hanno costretto Sony a rilasciare i suoi giochi su Psn a prezzo pieno?


Questioni loro, al consumatore che ci frega?


Interessa eccome! Se i prezzi di Sony nel suo Store non sono inferiori a quelli retail, ovviamente non conviene! Se acquisto un gioco dal rivenditore ho un guadagno maggiore non solo sul materiale ma anche sulle potenzialità d'acquisto, cose che tramite download non avrei mai. Quindi sostanzialmente se compro un gioco dal rivenditore acquisto nello stesso tempo una scatola, un manuale, il supporto, eventuali gadget, la possibilità di rivenderlo, la possibilità di scambiarlo e di prestarlo. Bella fregatura quindi la PSP GO! sotto questi aspetti. A questo punto Sony deve prendere un po' di coraggio, abbassare tutti i prezzi sullo store ed andare incontro a l'ira dei rivenditori. Altrimenti stando di mezzo, tra un azione compiuta ed una ritirata, l'esito è quantomai negativo, inutile e dispendioso, oltre che un leggero sapore di presa per i fondelli.


Mercati a rischio..

Proprio il mercato dell'usato però è quello più a rischio: infatti intere catene di negozi specializzati si sostentano prettamente in base a questo, poiché creando personalmente nei loro prezzi una scala di valutazione e di vendita, riescono a calibrare una percentuale di guadagno minimo necessario a continuare l'attività. Di questo guadagno però sono all'asciutto i produttori dei videogame, che nell'usato da sempre trovano una forma di rivalità capace di minare le vendite del nuovo. Se entrando in un Gamestop vi meravigliate dei prezzi altissimi dell'usato è tutto ovviamente figlio di eventuali accordi del distributore con i vertici dell'azienda, creando cosi una scaletta di prezzi da diluire nel tempo ed evitare che un titolo sia venduto a metà prezzo o giù di li poco dopo la release ufficiale, distogliendo l'interesse di acquistare il nuovo al cliente. Con PSP GO! Sony degna delle più astute volpi propone quindi di vendere un prodotto dal prezzo già di suo alto, che nega al rivenditore completamente il guadagno dal software sia nuovo che usato. Onestamente fossi un rivenditore la boicotterei anche io, visto che non avrei ragione di aiutare la Sony a fregarmi.


Ma sbaglio o ci sono le carte prepagate?

In rete gira la voce che il rivenditore potrebbe rimpiazzare i mancati introiti in negozio con le carte prepagate, che ora con PSP GO! diventeranno estremamente più utili di prima (che non c'erano). Ora io non credo che realmente i negozianti possano tramite carte prepagate riaversi dai mancati guadagni, anche perchè la vendita di PSP GO! non esclude mica quelle delle prepagate, che risulteranno utili anche per i possessori di PS3. Poi se vogliamo, anche se il nuovo sistema è in grado d'incrementare nella vendita queste card, quanti non ci preferiranno la classica soluzione con postepay o carta di credito? D'altronde se PSP GO! è una console che vuole premiare l'immediatezza nell'ottenere un videogame, senza ricorrere al negozio, è quanto mai stupido pensare che poi il cliente ci si debba recare ugualmente per acquistare delle cappero di carte prepagate. Quindi i guadagni per il Mediaworld di turno sarebbero minimi, ma assoggettabili a quelli di un iPod o giù di li.


Considerazioni

Il vero guadagno dei negozi che trattano i videogame è assolutamente basato sul software e non sull'hardware, acquisito a margine ristretto secondo i vari accordi commerciali. Il Digital Delivering di PSP GO! va a prendere proprio quei guadagni, normale poi che i negozianti boicottino tale console. La vera presa per i fondelli però sono i prezzi altissimi, che sono praticamente gli stessi di un gioco retail. Sony è normale che vuole spingere per il digital delivering, perchè sanno bene che se tagliano fuori il commerciante e il distributore incassano parecchio di più. Infine il videogiocatore, che spende soldi per comprare un bene astratto e non rivendibile. Si tratta quindi a tutti gli effetti di un noleggio a tempo indeterminato, poiché perde la proprietà fisica sull'oggetto. In un industria dai costi sempre più alti, i produttori si vogliono tutelare nel miglior modo possibile. Il consumatore e gli esercenti si possono solo adeguare, o al massimo instaurare una rivoluzione dal basso come stanno appunto facendo. Se invece un domani il produttore in questione decide improvvisamente di rendere conveniente la sua offerta. In questo caso avverrebbe un capovolgimento di fronte, con gli esercenti che ancora più indemoniati rappresenterebbero il giusto male da estirpare.


(danleroi)

giovedì 4 giugno 2009

Sony annuncia la PSP GO!

http://bgv2wg.bay.livefilestore.com/y1pSUEj_b9rZWCsKrnOdCzfnfMQJimpuBgrZUPHapF8iN0WQpGFr5cMFkQUpw0Y9R5a3AHDXyB1NffPgzKsGFHYvw/sony_psp_go2.jpg

Durante la conferenza Sony all'E3 di Los Angeles è stata presentata la nuova PSP, che conferma le diverse voci di questi giorni ed avrà novità sostanziali. Per cominciare il nome, si chiamerà PSP GO! e varia più che altro nell'aspetto ed in alcune funzioni che ora vi elenco: non avrà alcun vano per i supporti, ne UMD ne CD ne DVD ne cartucce.. insomma è progettata per servirsi del software scaricato dal PSN, come Howard Stringer aveva in qualche modo lasciato intendere nell'intervista che trovare anche fra queste pagine del forum.

Per garantire un buon archivio dei dati la console è dotata di base di ben 16 Gb di memoria flash, pronta per l'utilizzo che si vuole. Non cominciate a imprecare però, la PSP classica rimarrà in commercio parallelamente a PSP Go! ed i giochi verranno rilasciati in contemporanea sia in supporto che pronti per il download. Altre caratteristiche della console saranno la connessione Bluetooth, quindi via cavetto rompiballe, lo schermo scorrevole (cosi si romperà più facilmente), una maggiore leggerezza (e ci credo..). Vanterà pure un nuovo servizio per il trasferimento dati, chiamato "Media Go!" che rimpiazzerà Media Manager e permetterà trasferimenti di contentuti più veloci. Altra caratteristica interessante è il "Sense Me", una nuova applicazione che analizzerà la nostra libreria musicale e ci aiuterà a creare playlist e robe del genere in modo molto dinamico in base addirittura al nostro stesso umore.

PSP Go! uscirà il 1 ottobre a 249€ e visto che Sony punta a migliorare il servizio di Video Delivery, stavolta disponibile nativamente su PSP è chiaro come in qualche modo quasi la console si pone più in contrasto con il mondo degli IPod che con il Nintendo DSi.


domenica 16 novembre 2008

Little Big.. profit?


Non che voglia andare controcorrente, ma sono solitamente poco avvezzo a credere alla pubblicità, e nonostante l'indubbia qualità del prodotto, da questo lato Little Big Planet non mi prende proprio.
Ed è strano, perchè anche dopo averlo ampiamente giocato, continuo in questa ambigua sensazione, come se il titolo di Sony sia stranamente troppo acclamato, troppo considerato, è sempre troppo ben pubblicizzato e mai criticato. E' dietro a tanto lucore, mi appare ideologicamente lo spettro di un nuovo "The sims", pronto a fare la fortuna di Sony con gli add-on sul PSNetwork.

Con gli anni ho imparato a diffidare dicevo, dei grandi progetti pubblicitari, anche quando spingono prodotti eccellenti come Halo 3 o Gears of War, titoli che sono riusciti a prendere universalmente un voto simile al dieci ma che in sostanza non hanno poi chissà quante distanze dalle controparti. Questa però è un'involuta epoca di FPS et similia, e si possono anche spiegare certi voti o certi entusiasmi.
Tuttavia trovare interessante un platform 2d alle soglie del 2009 non è strano, specie se chi come me ha da sempre una grande passione per il genere e nei gusti, nonostante tutto, sia ancora vicino a Nintendo. Ma vedere un prodotto come LBP venire spacciato per una killer application, per un capolavoro oppure per un videogioco perfetto come un dieci lascia supporre, sa troppo di marketing.
Magari mi odierete, ma dietro di se ha una "spinta" che non deriva dalle sue sole qualità, ma anche da una imprecisata forza occulta che vuole il titolo di Media Molecule come prossimo fenomeno mediatico al pari della creatura di Will Wright e nello stesso tempo far occupare un qualcosa che a Playstation 3 ancora manca, ovvero un secondo gioco esclusivo (dopo MGS4) che possa spingere la gente a comprare la console.

Non voglio certo sminuire la grandiosità di LBP, sicuramente un esempio di come dovrebbero essere adattati oggi certi generi dati per morti, ma tutti questi riflettori sono ben oltre quanto normalmente doveva ricevere. Venderà un casino, ne sono sicuro, perchè queste operazioni funzionano sempre, ma molti non lo capiranno e ne rimarranno delusi ma altri scopriranno con il titolo di Sony finalmente quello che Nintendo dice da anni.

Siamo in un era a mio parere involuta, dominata da un'immigrazione di massa del genere più in voga da sempre sul pc. Complice probabilmente anche la più grande crisi ispirativa delle software house giapponesi, le principali console sono invase da fps tutti cloni di se stessi e derivativi dalle piccole innovazioni create in oltre quindici anni di esistenza del genere. La differenza ora è l'inserimento di una qualsivoglia trama di mezzo, una migliorata esperienza online e qualche effetto speciale in più, ma certo il regredire a livello di design in generale nei videogames penso sia evidente, e mi chiedo se la colpa sia della massa di pcisti immigrati su console con il loro giochi, di microsoft e della sua Xbox 360, o come penso invece della "pezza al culo" che questa a posto in sostituzione della crisi ideativa orientale. Il rischio in mezzo a questo è che si perdano per strada i vari generi, che nel futuro avremo soltanto leggere evoluzioni di sparatutto con qualche stralcio di trama.

In un epoca cosi razzista verso i colori ed i personaggi buffi, con Bugs bunny in galera e Topolino a lavare i piatti, si dovrebbe lasciare intendere la presumibile fine delle idee di gloria di LBP nel mercato attuale. Invece no, MM e Sony ci hanno lavorato su, creando un ganzo protagonista, a metà fra il rapper e l'antieroe da videogame e naturalmente lo scolorimento del gioco. Tutto ora prende forma sotto un immagine di giocattolo, anticato e poco immediato, adatto singolarmente al casual nell'utilizzo comune del titolo (evvai, in due sulla stessa carrozza!!) e con una certa profondità strutturale in grado di attirare chi ama le tredici variazioni di grigio del pcista ibridoconsolaro moderno. Sony doveva vendere questo progetto anche ad un utenza che mediamente gioca a Resistence o Halo, e nel farlo certo non poteva non adattarlo a quel pubblico. Lo stesso pubblico che bela abitualmente brutture continue verso i titoli sprovvisti di fucili ed mitragliatori e che adesso per un incredibile miracolo di marketing programmato e direi quasi subliminale andranno ad infarcire le vendite del gioco e delle cazzatine aggiutive del PSN. Perchè si sa che i grassi idraulici baffuti sono da casual gamers, ma i sackboy no.

In definitiva io credo che la luce emanata da LBP è relativa alla sua indubbia qualità ma non sufficiente a dare questa spinta mediatica, e più ci giochiamo, più correremo il rischio di rendercene conto. La personalizzazione e lo scambio fra l'utenza è un vantaggio di sicuro rilievo, ma non necessariamente adatto a tutti, al punto da spingere il titolo al successo di massa. Ho provato, mi piace creare e personalizzare, ma per ogni cosa se non si vuole creare un livello piatto occorre una certa coerenza ed una certa profondità oltre che pazienza che non è propria a tutti. Me ne frego, io magari mi diverto anche, creo dei bei livelli e via, ma poi? Non ambisce ad una coerenza introspettiva di fusione fra la massa? Oppure vuole diventare il The Sims dei presunti hardcore?
Paradossalmente è un gioco molto più pcistico che consolaro, ed è proprio sul pc che avrebbe visto la sua naturale incarnazione se questo non vivesse il suo coma sempre più profondo. Innovativo quindi, ma più nel luogo che nella forma. Se usciva esclusivo su pc avrebbe avuto la stessa accoglienza di uno Spore, calda ma in un qualche modo propria.

Ma com'è davvero il gioco, nella sua essenza? Sommariamente è un noioso platform con l'editor. Poco avvincente, divertente solo in alcuni punti come nella creatività intrinseca all'opera e nella sua cooperatività.
Questa però è la visione esteriore del prodotto, ed è per questo che non può essere un gioco per le masse o una killer application (che di fatto non è) come ampiamente sbandierato da Sony. Perchè superficialmente l'offerta ludica è in verità povera, composta come in un collage di quanto fin'ora era stato fatto in quasi trent'anni di esistenza del genere. Volevo qualcosa di più nuovo ma questo non mi ha deluso, solo un po ridimensionato. Ad una prima occhiata sembra quasi ridondante, tremendamente ambiguo e con un controllo non felicissimo.

Invece, con uno sguardo più approfondito si possono scorgere riflessi insperati, onirici e sognanti, quasi usciti da chissà quale romanzo o fiaba del primo novecento di Calviniana memoria. Dietro ad ogni angolo è nascosta una tale dose di informazioni artistiche da lasciare esterrefatti, come se travolti da chissà quali architetture della fantasia arricchite da straordinari dettagli. Il tutto amalgamato dalla straordinaria caratterizzazione dei suoi personaggi e del perfetto risalto della loro essenza. Nell'azione ludica vera e propria, la soggezione grafica diventa quasi la protagonista, ed il design nel suo dettaglio il vero tratto del gioco. Il ragazzo di pezza si sbraccia e si muove quasi a ricordarti che esiste, per darti, in un altra sublime ed incantata bellezza, un senso di ritorno alla realtà. Perchè è importante non restare troppo con la bocca aperta, l'azione infatti diventa d'improvviso competitiva, talvolta cooperativa ma sempre e comunque all'insegna della creatività.

Little Big Planet sembra quasi che indaghi su ogni aspetto del videogame, come forma artistica ed anche mediatica. Prettamente individuale ma straordinariamente godibile in compagnia, alterna senza interruzioni creazione e risoluzione, quasi a cercare un fine romantico e decadente misto a sensazioni superiori di vita ed essenza propri del suo gameplay. LBP non è videogame ma nello stesso tempo lo incarna alla perfezione, e trasuda di tutte le sue tematiche e controversie. Non ha veri punti di riferimento nel settore ma paradossalmente li riunisce tutti, come ultimo tassello evoluzionario di un genere oramai stanco e ripetitivo. Esalta il confronto quanto la collaborazione, in un implosione di piacere, silente ma fragorosa nei suoi effetti interni. Potrebbe ambire a qualcosa di più se si distaccasse dal lato artistico solo per un attimo, per ricordarsi che deve fare il videogame e cosi offrire minigiochi che spezzano un po l'incanto ma deliziano il palato.

Un gusto sempre fresco e sublime infatti sembra quasi contraddistinguere questa produzione, che a livello tecnico artistico centra in pieno il bersaglio, specie in una fisica fenomenale ma un po meno nella controparte ludica. In questo caso l'offerta infatti per quanto nuova in alcuni aspetti non lo è del tutto, o perlomeno sembra quasi un insieme di tutto ciò che già abbiamo visto o compiuto in altri platform o party game. Spacciato per rivoluzionario, il titolo di Media Molecule cambia leggermente la parola in "evoluzionario" termine senz'altro più adatto. Lungi dall'essere perfetto, nel pieno controsenso della proposta di Sony, in certi aspetti lo è davvero, ma questo è sempre piuttosto soggettivo nel caso. In definitiva LBP è quasi una dimostrazione di originalità e parziale novità mista inverosimilmente a tutti i clichè derivativi dal genere e per questo più che innovare sembra quasi confermare, ribadire l'essenza stessa del videogioco come forma d'arte. Un arte non pura, non direttamente naturale ed oramai straniata dalle troppe contaminazioni, ma tuttavia un arte riassuntiva di tutte le altre, capace di mischiarle ed evolverle in un qualcosa di completamente differente quanto al tempo stesso simile.


(danleroi)



mercoledì 3 settembre 2008

Siren Blood Curse


Ultimamente sembra che siano svaniti quei bei survival horror che tanto dieci anni fa profetizzavano come evoluzione del videogame. Questo purtroppo in favore ad un infinità di sparatutto in soggettiva che ormai rappresentano la norma per lo sviluppo di un videogioco. A volte nascono alcuni crossover fra i due generi, magari acquisendo del tipico survival horror di matrice capconiana solamente l'atmosfera o alcune caratteristiche ma nulla di più. Un ibrido perfettamente riuscito di questi generi è per esempio Condemned di SEGA, che ha saputo qualitativamente imporsi come miglior gioco dell'orrore degli ultimi anni, raccogliendo lo scettro proprio da quel Forbidden Siren per la vecchia cara Ps2 che tanta qualità aveva portato al genere. Siccome dagli USA non arriva più niente di questo genere, la sana dose di orrore di cui necessitiamo e trattiamo in questa recensione arriva ancora una volta dal Giappone, ed è proprio il seguito di quel eccellente gioco sviluppato da SCEI: Siren Blood Curse.

Rifacendosi in gran parte alla tipica cinematografia orientale, Keiichiro Toyama, già autore del primo Silent Hill, ha reinventato il genere horror più volte creando una struttura innovativa dalla quale i Siren derivano, mettendoci al comando di svariati personaggi, in un contesto prettamente di evasione e di strategia più che di battaglia. La storia è frammentaria, e si passa da un protagonista all'altro apparentemente senza alcun filo logico. L'obiettivo è la ricostruzione per intero della storia originale, alla quale pure il videogiocatore agli inizi è tenuto all'oscuro. Lo sfasamento temporale che caratterizzava i due precedenti episodi è stato eliminato in favore di un arco di tempo lineare e cronologico in modo che questi aiuti ci diano una mano a tenere insieme tutti i pezzi del puzzle in modo molto più solido e fruibile. Infatti proprio la mancanza di aiuti nella comprensione, porta il mistero e l'incertezza nel passo del videogiocatore, che perdendo tutti i contatti metareferenziali con la realtà, cerca ed investiga, a tu per tu con la frustrazione, come se davvero si trovasse dentro al videogame. Questa caratteristica purtroppo lo porta a non essere apprezzato dalla massa come invece con i best seller di Konami e Capcom, tuttavia la critica intelligente ha spesso elogiato lo sviluppo di questo titolo, prettamente indirizzato ad una fascia di utenza hardcore. I motivi sono da ricercarsi nella indubbia complessità generale del titolo, strutturalmente complesso e fin troppo intrecciato e di conseguenza a volte estremamente frustrante.

In questo episodio di Siren, come appunto puntualizzavo, riferendosi alla cinematografia jappo, Scei ha adattato i visi ed i nomi dei personaggi in tratti occidentali, per la precisione americani, proprio come accaduto con i film The Ring, The Grudge ecc.. per venire incontro ai gusti del pubblico europeo ed americano. L'obiettivo quindi, come logico, per una serie che non riesce a diventare un blockbuster è modificare qualcosa ed adattarsi all'utenza. Dotato di una grafica forse un pò scarna ma visivamente fotorealistica, Siren vanta alcuni tra gli scenari più inquietanti mai apparsi in un survival horror, resi ora ancor più terrorizzanti dalla alta definizione, che anche grazie anche all'ausilio di una devastante colonna sonora, che pervade l'intero gioco di terrore puro. Proprio come le leggende giapponesi, Siren coglie l'occasione di spaventare per parlare di una tragedia che affonda nei tempi più antichi. Dopo l'uscita assai deludente di Alone in the Dark, ci ritroviamo per le mani un titolo che probabilmente anche se non innovativo occupa proprio in quel ruolo visto la sua attuale unicità nel genere, in attesa di un poco promettente nuovo episodio di Silent Hill ed un Resident Evil oramai fuori genere, perchè sempre più gioco d'azione che vero Survival. Siren il suo ruolo fondamentale lo gioca come sempre in sordina, al nascosto da sguardi indiscreti, perchè solo chi ha occhi per vedere merita di giocare e comprendere Siren. Tutti gli altri tornino pure ai consueti sparatutti da quattro soldi.

A fronte di un prezzo budget di soli 29,99 euro per il download dal PlayStation Store e di un livellamento della difficoltà tipica della serie, in favore di una maggiore giocabilità ed immediatezza, è impossibili non consigliare a chiunque questo titolo, tenendo presente che in ottobre uscirà una versione in BD probabilmente per dieci euro di più. Fate la vostra scelta, mentre io mi limito a consigliare questo titolo a tutti coloro che cercano in queste serate di fine estate un brivido con cui chiudere la serata in attesa di una nuova e stancante giornata lavorativa. (danleroi)

+ comparto tecnico ottimo e terrorizzante.
+ bilanciamento della giocabilità
+ pauroso quanto il prezzo economico

- struttura di gioco frammentaria e frustrante


Voto: 8,5 su dieci.