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domenica 1 marzo 2009

Colui che sa..

http://temporeale.libero.it/libero/photogallery/img/med/re226xbaX_20090126.jpg


Questa è un'intervista che non si può commentare.
Un intervista del blog di Beppe Grillo a Gioacchino Genchi, dove spiega la sua posizione ed alcuni fatti IMPORTANTISSIMI sul nostro principale e recente passato.

Ecco il video visionabile su YouTube presso quest'indirizzo: Gioacchino Genchi

Gioacchino Genchi ci racconta:

"Io svolgo l'attività di consulente tecnico per conto dell'autorità giudiziaria da oltre vent'anni, lavoro nato quasi per caso quando con l'avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.
Per cui per l'accertamento della verità, nel processo penale, accertamento della verità significa anche a favore dell'indagato o dell'imputato, il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all'interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Abbiamo svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo esterno per il Pubblico Ministero, contenuto forse scevro da influenze del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi, magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in parlamento, al contrario.

Il ministro Brunetta non poteva non riferire che la concessione dell'aspettativa non retribuita che io avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari organi dello Stato, dal Ministero dell'Interno, dal Ministero della Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di Berlusconi, la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo pericolo nazionale, cioè una persona che da vent'anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.

Forse per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa simpatica (è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l'assurdo!

Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell'ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l'altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un'altra persona.

No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell'indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare agli italiani? Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di lavoro o che sono disoccupati? Che c'è una crisi economica? Ma perché mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?

Quelli che hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell'inchiesta Why not.

Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati... chiariremo tutto! Dalla prima all'ultima cosa. Questa è un'ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni considerati i risultati che c'erano stati, Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura di Roma c'entra come i cavoli a merenda. C'entra perché l'ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex, ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro, dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente mandato a Salerno.
Perché in quei tabulati c'è la prova della loro responsabilità penale. Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe potuto conoscere quei tabulati e quello che c'era, non li manda al procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia attività ma li manda a Roma che non c'entra niente.

Quindi si va a paracadutare questi tabulati sbagliando l'atterraggio perché in una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l'altro in quei tabulati c'erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando. Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma. Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia all'epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che all'epoca si chiamava Gico l'organo che fece quelle attività, adesso si chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.

In ultima analisi dico che io sono comunque fiducioso nella giustizia. Hanno cercato di mettermi tutti contro, hanno cercato di dire ad esempio, nel momento in cui c'era un rapporto di collaborazione con la procura di Milano anche fra De Magistris e la procura di Milano, un'amicizia personale fra De Magistris e Spataro, che siano stati acquisiti i tabulati di Spataro. Assurdo! Non è mai esistita un'ipotesi del genere. Nemmeno per idea! Come si fa a togliere a De Magistris l'appoggio della magistratura associata? Diciamo che ha preso i tabulati di Spataro. Come si fa a mettere il Csm contro De Magistris? Diciamo che ha preso i tabulati di Mancino.

Adesso i Ros dicono che nei tabulati che io ho preso ci sono, non so quante utenze del Consiglio superiore della magistratura. Non abbiamo acquisito tabulati del Csm, sono i signori magistrati di cui abbiamo acquisito alcuni tabulati, quelli sì, tra cui alcuni della procura nazionale antimafia ben precisi, due, solo due, che hanno contatti col Csm.

Ha inquisito il Quirinale! Ma quando mai? Se però qualcuno del Quirinale ha chiamato o è stato chiamato dai soggetti di cui ci siamo occupati validamente, bisogna vedere chi dal Quirinale chi ha avuto contatti con queste persone, ma io non ho acquisito i tabulati del Quirinale. A parte che se fosse stato fatto sarebbe stata attività assolutamente legittima perché, sia chiaro, le indagini in Italia non si possono fare soltanto nei confronti dei tossici e magari che siano pure extracomunitari, oppure quelli che sbarcano a Lampedusa nei confronti dei quali è possibile fare di tutto, compresa la creazione dei lager.

La legge è uguale per tutti. Tutti siamo sottoposti alla legge! Perché sia chiaro. Questo lo devono capire. Nel momento in cui a questi signori li si osa sfiorare solo da lontano, con la punta di una piuma, questi signori si ribellano e distruggono le persone che hanno solo il coraggio di fare il proprio lavoro.
Gli italiani questo l'hanno capito. E hanno capito che questo dottor Genchi di cui hanno detto tutte le cose peggiori di questo mondo... e io adesso pubblicherò tutti i miei lavori, dal primo sino all'ultimo pubblicherò tutte le sentenze della Corte di Cassazione, delle Corti d'Appello, delle Corti di Assise, dei tribunali che hanno inflitto centinaia e centinaia di anni di carcere col mio lavoro.
Ma le sentenze di cui io sono più orgoglioso non sono le sentenze di condanna, ma sono le sentenze di assoluzione! Sono quelle persone ingiustamente accusate anche per lavori fatti dal Ros che sono state assolte grazie al mio lavoro e che rischiavano l'ergastolo! E che erano in carcere. Persone che erano in carcere perché avevano pure sbagliato l'intestatario di una scheda telefonica. E adesso questi signori vengono ad accusare me di avere fatto lo stesso lavoro che loro... ma non esiste completamente!
Tutte queste fandonie e la serie di stupidaggini che sono state perpetrate addirittura in un organismo che è il Copasir! Che si deve occupare dei servizi di vigilanza sulla sicurezza, non sui consulenti e sui magistrati che svolgono la loro attività sui servizi di sicurezza! Noi abbiamo trovato delle collusioni di appartenenti ai servizi di sicurezza, con delle imprese che lavorano per i servizi di sicurezza, che lavorano nel campo delle intercettazioni, che costruiscono caserme con appalti dati a trattativa privata per milioni di euro, noi stavamo lavorando su quello! Stavamo lavorando su quello e ci hanno bloccato perché avevano le mani in pasta tutti loro! Questa è la verità.

Questa è la verità e adesso mi hanno pure dato l'opportunità di dirla perché essendo indagato io non sono più legato al segreto perché mi devo difendere! Mi devo difendere con una procura che non ci azzecca nulla con la competenza, la procura di Roma, mi difenderò alla procura di Roma.

Però sicuramente la verità verrà a galla! E non ci vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto semplici. Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina, quando fu intercettato prima che De Magistris iniziasse le indagini, ma sono chiarissime! E l'attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D'Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D'Amelio numero diciannove dov'è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l'ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."

(Gioacchino Genchi)


lunedì 5 gennaio 2009

Puzzeremo come le palle di un barbone..

L'immagine “http://www.piazzagrande.it/archivio%20foto/homeless/barbone.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.



Una delle nazioni appartenenti al G8, una degli stati industriali economicamente più influenti pur non avendo mai ricoperto ruoli primari è sull'orlo del burrone: l’Italia è prossima al tracollo finanziario, come annunciato da molti politici che hanno espresso estremo timore riguardo la terribile crisi finanziaria che sta influenzando tutti i settori della malata economia italiana.

Si diceva un tempo che l'economia del Belpaese era estremamente legata a quella della sua azienda più rappresentativa, la FIAT che adesso versa in stato comatoso e che se non trova una patnership o un acquirente sarà data per fallita. A Torino, quella che era un tempo la capitale europea dell'automobile si respira questo natale una strana aria, con la chiusura di metà delle aziende medio-piccole dipendenti dalla crisi dell'industria dell'automobile e la cassa-integrazione -quando possibile- dei suoi operai o impiegati.

Le televisioni accennano limitatamente alla crisi, per evitare di creare sensazioni di panico che non farebbe altro che aggravare la salute dello stato. L'invito del premier nostrano a spendere di più ha una conseguenza logica in questo, ed è facile intravedere i sottili risvolti di queste dichiarazioni. Facciamo noi, per il nostro stato, come la benzina per una enorme macchina economica, e nonostante impoveriti e bistrattati, ne siamo fondamentali per poter andare avanti.

Ci hanno tolto tutto ma ora se non vogliamo affondare dobbiamo offrire quel che ci rimane, e chissà se in futuro, come già successo in epoca fascista, ci verranno a chiedere orologi e gioielli, per poter sovvenzionare uno stato di crisi senza fine, un baratro tubolare ciclico e continuo.

Abbiamo poche cose da offrire, e poche da comprare. Abbiamo festeggiato il natale al meglio che potevamo ma potrebbe essere l'ultimo natale ricco per un bel po di tempo.

Apparentemente al sicuro, anche tu che leggi queste righe da un momento all'altro potresti essere colpito da questo cataclisma economico in arrivo, lo tsunami che ci travolgerà tutti.

“Il rischio di bancarotta per la nostra economia nazionale dovrebbe essere considerato reale” ha affermato il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, innescando l’allarme con altri politici in un programma televisivo che trattava della crisi economica mondiale settimane fa. “Una prospettiva di bancarotta è ancora più temibile di una recessione” ha messo in guardia Sacconi, vicino al Primo Ministro italiano ovvero Silvio Berlusconi.

“Il tracollo del sistema finanziario mondiale potrebbe impedire allo stato italiano di pagare pensioni e stipendi agli impiegati pubblici” ha aggiunto poi, in contrapposizione alle bugie del suo compagno di coalizione ovvero Tremonti che ha dichiarato che “l’Italia ha un’economia molto forte. Il debito nazionale è assolutamente stabile ed è garantito dallo stato”.

“Insomma, l’Italia è in forma molto migliore di quel che si creda”, secondo il nostro governo, ma non secondo gli analisti ed il debito pubblico, ingigantitosi di 50 miliardi di euro e rotti nel solo anno appena passato, per una cifra totale che si conferma il terzo maggior debito pubblico nel mondo. Nel 2009 secondo le previsioni dovrebbe toccare quota 1900 miliardi di euro, una cifra sempre più imbarazzante quanto irrecuperabile.

Insomma, non so se vi è mai successo di avere la consapevolezza di affondare, di non avere più soldi, di non vedere uno sbocco e cercare di tamponare quel che si ha senza fare sapere nulla agli amici, parenti, figli o genitori che siano. La nostra nazione è conscia di questo? Il popolo non sa nulla, i nostri governanti sempre di più corrono ai ripari cercando di salvare il loro brutto e peloso culo rincoglionendoci con la televisione, senza alcuna menzione in merito per evitare che si sparga troppo la voce. Perchè poi si sa che se non esiste in TV allora è una notizia falsa.

Dicevamo che a novembre, il Presidente del Consiglio Berlusconi ha chiesto agli italiani di non allarmarsi e di non ridurre senza motivo la spesa dei beni di consumo, che come ha detto porterebbe le aziende a produrre meno, tagliare posti di lavoro ed aumentare la disoccupazione.

Io appena sentirò scricchiolare il tetto mi chiudo in casa e la riempo di viveri per i tempi a venire, come quando negli anni ottanta circolavano le voci su un nuovo conflitto mondiale.

Berlusconi ha inoltre annunciato che il governo adotterà una serie di misure per “fronteggiare la crisi nell’economia reale, incluse azioni per sostenere le famiglie.”

Infatti poi ha tirato fuori la social card, ovvero una tessera magnetica per i poveri dove arrivano gli accrediti di aiuto. Soluzione ingegnosa ma insensibile perchè molte persone si vergognano di far la spesa con tale carta. Io ci manderei al loro posto quella faccia di legno di suo figlio.

Una notizia dai sindacati italiani rilasciata nel mese scorso ha mostrato un calo costante dell’occupazione, con un milione di nuovi disoccupati stimati per la fine del 2009. Sono cifre anzi contenute, si prospettano invece addirittura il doppio.

Per i giovani il lavoro fisso ormai sembra una chimera, specie se non vogliamo ovviamente considerare come tale lavorare come commesso in un negozio, un McDonalds o un call center.

Aziende come la Telecom, che da lavoro a quasi settantamila persone ha annunciato tagli di personale di circa quattromila dipendenti nel corso di quest'anno e quelli seguenti. Sono misure attuate per ridurre il debito, e non per incrementare i guadagni o perchè queste persone erano di troppo.

"In Italia non c'è più lavoro, e quello che rimane se lo inculano i marocchini" dice la gente. Non è proprio cosi, il lavoro lo si può trovare, ma devi avere alcuni attributi fisici: giovane, dai 25 ai 35, uomo, prestante o perlomeno non un rudere. Le persone più anziane non trovano un cazzo, i giovanissimi vanno nelle cooperative maledette perchè sono le uniche che li prendono a poco e se ne fregano del loro curriculum nullo. Le donne poi, volendo non possono più nemmeno fare le puttane perchè la Carfagna ha trovato il modo per accentrare il potere della prostituzione attorno ai grossi papponi ed evitare che poveracce o gente in proprio possano creare una mancanza di guadagni all'industria della prostituzione, che come sempre risponde ai potenti, che siano mafiosi o politici è un dettaglio in quanto facenti parte dello stesso schieramento.

Insomma, abbiamo davanti questi scenari, peraltro già molto attuali.. ma cosa ne penserà l'Europa di noi?? Se avete mai viaggiato saprete come l'italiano viene considerato oltre che mafioso anche becero ed ignorante, in puro stile parodistico ma per certi versi calzante. Come mai?
Non ci renderemo conto della crisi fino a quando vedremo i prodotti nei negozi schizzare alle stelle e la nostra azienda sbatterci a casa. A quel punto, dopo un bel mattone di marmo sul naso ci sveglieremo, troppo tardi per fermare la ruota, troppo tardi per fermare la classe dirigente in fuga dal paese con il nostri beni. In quel momento per l'europa unita non saremo altro che un sacco di spazzatura, pesante e fastidioso. Insozzeremo cosi sempre più la Comunità Economica Europea, che ci seguirà nella crisi rischiando anch'essa il crollo. Puzzeremo come le palle di un barbone, e come tristi mietitori di un sogno oramai svanito osserveremo quel che resta della nostra patria con indifferenza. Come sempre d'altronde..

(danleroi)