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mercoledì 11 febbraio 2009

Lacrime Nere



LACRIME NERE


Forse, se io mettessi il mio viso al vento,
ne sentirei la sua carezza
Forse, della rosa sentirei il suo profumo
e se aprissi la finestra, vedrei
la rondine librarsi nel cielo
e, della musica, coglierei la più dolce delle note.

Invece, della rosa, vedo solo la sua spina
la finestra chiusa e la tenda nera
il vento urla la mia disperazione
e la musica è come un requiem
e la mente non ha più ricordi

Vaga nel limbo della mia vita
di un’altra vita
che fu un giorno
quando il male non invadeva
la mia anima e non mi
perdeva.




(scritto da una persona molto importante che purtroppo oggi non c'è più)


domenica 1 febbraio 2009

Cronache Oscure: Sulle corde dell'anima


http://img161.imageshack.us/img161/6039/x1pnprgmi5o51vycvvkarzfltkdsngqc3.jpg

Sulle corde dell'anima
di Daniel Ray Cangialosi




Sono nato dal triste suono di queste corde,
come dolce melodia dal magico incanto,
tutte le sere sono qui per suonare il tuo amore.
Per te ero sempre pronto a dar tutto,
per essere ancora una volta come una dolce canzone,
trascinato dal soffio gentile e dal suono armonioso,
diventato forse un inno dedicato al nostro sentimento.
Chiudendo gli occhi, ogni sera, in ogni momento,
ho cercato di scovare in me il male che ci ha uccisi,
e trattenendo con forza le lacrime, cercavo in qualche modo di essere uomo.
Speravo forse di non piegarmi ancora una volta al tuo ricordo,
di non desiderare la morte, per raggiungerti volando, come in un sogno.

Cercavo un tempo la chiave segreta per aprire il tuo cuore
ma mi accorsi presto come ogni tentativo era vano
eri riuscita a guidarmi le mani ed a farmelo sentir battere,
nello stesso modo come ho incrociato le tue quando mi hai lasciato.
Ho riflettuto molto in questi anni senza di te
nel freddo ed umido letto che ancora ricorda il tuo profumo.
Cercavo un tratto, qualcosa che mi distaccasse dal tuo ricordo,
ma più ci provavo e più scoprivo di pensare ancora a te.
Scivola maligna la mente in questi casi, assoggetta tutti i ricordi,
dall'amore al dolore, costringendomi a pensare alla morte
come ad un triste epilogo in questo maledetto mondo privo di incanto.

Non so il motivo per cui fra noi si era creato questo legame,
tutto nacque cosi all'improvviso, senza alcun pensiero, credo..
Mi ricordo il tuo sguardo, il tuo sorriso radioso, i tuoi capelli color del sole,
il tuo corpo leggiadro sotto una veste bianca e candida come il paradiso.
Mi ricordo la tua voce, oh che melodia! Che musica divina era per le mie
orecchie, come un drogato del tuo sguardo pensavo sempre
a quanto eri bella, a come ero fortunato io per averti conosciuto.
Eri il simbolo della celestialità, del gaudio pensiero,
l'ombra del turbamento non ti apparteneva in animo.
Eri la mia dolce musica, la melodia suprema,
quel tratto interiore che ho da sempre rincorso invano.
Eri li che mi aspettavi, con gli occhi dolci e sereni, sempre,
mentre io correvo a braccia aperte, verso il sogno di vivere con te.

A volte mi basta riascoltare qualche nostro brano per essere felice,
so che è un illusione, ma in fin dei conti cosa non lo è?
Vivere mi fa male, non sopporto più quest'aria, non vedo che nero su nel cielo.
Immagino a volte di essere libero da questo corpo, e come un uccello, un airone,
librarmi in volo per scoprire se oltre il nuvolo, c'è un sole che batte anche per me..
Sogno di volare con le mie possenti ali fin lassù, dove ti tengono forse prigioniera
fra delicate e celestiali sensazioni, e ricerco dentro di me la forza per crederci ancora,
e mentre trattengo le lacrime ti vedo riapparire in sogno, ancora una volta,
mi vieni a trovare, abbracciarmi, per ricordarmi di un tempo forse mai svanito.
Sento il tuo calore, il tuo odore, il suono infinito dell'amore,
interrotto solo dal maledetto risveglio che mi lascia sempre un velo di tristezza infinita.
Il tempo che verrà, non riuscirà a farmi dimenticare quel che ho provato con te,
tu sei nel mio cuore, ancora radiosa come il sole che rinasce dopo la battente pioggia,
seguo la tua luce non invano, almeno spero, sei l'unica cosa a cui credo ancora.
Il mio faro in questa notte infinita, in questo gioco di specchi che mi distrugge la vita.

Ho conservato tutte le nostre canzoni, i ricordi e le emozioni,
tramite questa dolce musica, in ogni momento, vengo a trovarti.
Ogni cosa ha un valore se è stato tuo, che sia un vestito o un braccialetto
o anche solo una di quelle cose che mi ricordano di te.
Sono il mio unico sostentamento in questi tristi giorni
che vedo riflessi in mille ed infiniti riflessi deformi,
spietati disegni di un male oscuro che lentamente mi corrode l'anima.
E cerco uno stimolo per sopravvivere,
per non abbandonare quella povera anima che mi hai lasciato.
Sai quando la vedo sorridere mi ricorda di te, come in ogni altra cosa del resto,
spesso la osservo giocare nel salotto e quasi non reggo lo sguardo,
che d'un tratto si fa pesante, lontano,
carico di quelle lacrime che un tempo non riuscivo mai a versare,
creando dentro me un onirico ed infinito legame che sento nel mio cuore non avrà mai fine.
E mi chiudo in me stesso, schiavo di un senso oramai perduto,
metto di continuo il nostro disco, le nostre note, la nostra dichiarazione d'amore.
Solo l'unico modo per sentirmi ancora vicino a te,
l'unico vero arcobaleno che rasserena ancora il mio debole cuore morente.

Nasciamo solo per vincere o perdere, ed io sono stato sconfitto.
Vedo i nostri corpi galleggiare lungo infiniti percorsi
creati dal triste suono di queste pesanti note,
per essere in fin dei conti solo come inutili melodie di un carillon al vento.
Viviamo nel nostro turbinio di sentimenti ed emozioni,
che in verità sono semplici antefatti alle più cocenti delusioni.
Cercando di evadere dal nostro incubo quotidiano
speriamo di trovare il modo per pensare solo alla nostra libertà,
provando chissà ad inseguirla forse inutilmente ogni santo giorno,
in cerca di quella luce capace di farci da guida
per fuggire definitivamente dal nostro corridoio oscuro.

Ho conservato tutto di te, sei tu la mia via di fuga
tutti i giorni ti cerco nei miei pensieri, prego per te, urlo in sogno il tuo nome invano.
Forse è l'unico modo per sentirsi ancora vicini,
per sopravvivere ad un legame che sembra oramai svanito.
Ascolto sempre le nostre canzoni, insieme alla tua bambina,
che dolce magia è la musica, che prodigio di sensazioni è in grado di portare.
Ci trasporta in un mondo onirico, quello della nostra infanzia o mille altri differenti,
sospesi nel nulla chissà dove, ma raggiungibili solo tramite queste note.
E guardo i suoi occhi riempirsi di lacrime, sono tante ma non come le mie,
mi chiede che fine ha fatto la sua mamma, dove sono andati i colori del mondo..
vede tutto grigio, come me, me ne rendo conto.
Forse è colpa mia, che non l'aiuto a dimenticare, a sopravvivere,
ma sono un debole e lo ammetto, rinchiuso nella mia solitudine che quasi uccide.

In fin dei conti sono nato dal triste suono di queste corde,
la mia canzone non può che essere questa truce melodia.
Per te ero sempre pronto a dare tutto, per scambiare un sorriso al tuo dolore,
per essere ancora una volta armonioso come un tempo, anche quando stavi morendo.
Si, sono nato per vivere questa musica, queste note,
ogni singola melodia racconta una parte di me e di te,
quasi un inno dedicato al nostro sentimento, al nostro amore,
per un opera maestosa, l'unica che ancora è in grado di unirci ancora
per ora e per sempre, come un tempo, oh si, per sempre.
Ma non riesco più a vivere senza di te, e se lo faccio è per la tua bambina.
Ogni notte mi preparo, giro la levetta del gas, e spero di non svegliarmi più.
A volte mi preparo con l'accendino, rimango ore a cantare nella mente le tue parole,
i nostri problemi, i nostri umori, sotto l'onirico sguardo dei tuoi occhi in sogno.
lo so, sembro un pazzo, ma in fin dei conti chi può dirsi veramente normale?
E quando finalmente prendo il coraggio per premere questo pulsante,
l'aria mi ottenebra i sensi, mi intorpidisce fino a farmi svenire.
Ogni notte pregavo di non dovermi più risvegliare al mattino,
di cercare un altro volontario per questa vita, qualcuno che abbia capito cosa vuol dire vivere.

Ho perso tutto, sono stato sconfitto.. rimango sveglio solo per lei.
L'altra sera mi ha chiesto piangendo di non abbandonarla,
di restare con lei, di aiutarla a raggiungere la sua mamma.
Questa notte, forse, avrò il coraggio di accontentarla, e tenendola stretta fra le mie braccia,
mentre i suoi occhi incontrano i miei ricolmi di lacrime,
canteremo questa triste canzone, intonandola a te o mia cara, per l'ultima volta.
Meglio morire a volte, se la vita diventa un inferno, perchè la morte mal che vada è pur sempre
una triste ma inevitabile via di fuga.
Non sono un vigliacco, non potete capire.

(danleroi)




lunedì 5 gennaio 2009

Puzzeremo come le palle di un barbone..

L'immagine “http://www.piazzagrande.it/archivio%20foto/homeless/barbone.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.



Una delle nazioni appartenenti al G8, una degli stati industriali economicamente più influenti pur non avendo mai ricoperto ruoli primari è sull'orlo del burrone: l’Italia è prossima al tracollo finanziario, come annunciato da molti politici che hanno espresso estremo timore riguardo la terribile crisi finanziaria che sta influenzando tutti i settori della malata economia italiana.

Si diceva un tempo che l'economia del Belpaese era estremamente legata a quella della sua azienda più rappresentativa, la FIAT che adesso versa in stato comatoso e che se non trova una patnership o un acquirente sarà data per fallita. A Torino, quella che era un tempo la capitale europea dell'automobile si respira questo natale una strana aria, con la chiusura di metà delle aziende medio-piccole dipendenti dalla crisi dell'industria dell'automobile e la cassa-integrazione -quando possibile- dei suoi operai o impiegati.

Le televisioni accennano limitatamente alla crisi, per evitare di creare sensazioni di panico che non farebbe altro che aggravare la salute dello stato. L'invito del premier nostrano a spendere di più ha una conseguenza logica in questo, ed è facile intravedere i sottili risvolti di queste dichiarazioni. Facciamo noi, per il nostro stato, come la benzina per una enorme macchina economica, e nonostante impoveriti e bistrattati, ne siamo fondamentali per poter andare avanti.

Ci hanno tolto tutto ma ora se non vogliamo affondare dobbiamo offrire quel che ci rimane, e chissà se in futuro, come già successo in epoca fascista, ci verranno a chiedere orologi e gioielli, per poter sovvenzionare uno stato di crisi senza fine, un baratro tubolare ciclico e continuo.

Abbiamo poche cose da offrire, e poche da comprare. Abbiamo festeggiato il natale al meglio che potevamo ma potrebbe essere l'ultimo natale ricco per un bel po di tempo.

Apparentemente al sicuro, anche tu che leggi queste righe da un momento all'altro potresti essere colpito da questo cataclisma economico in arrivo, lo tsunami che ci travolgerà tutti.

“Il rischio di bancarotta per la nostra economia nazionale dovrebbe essere considerato reale” ha affermato il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, innescando l’allarme con altri politici in un programma televisivo che trattava della crisi economica mondiale settimane fa. “Una prospettiva di bancarotta è ancora più temibile di una recessione” ha messo in guardia Sacconi, vicino al Primo Ministro italiano ovvero Silvio Berlusconi.

“Il tracollo del sistema finanziario mondiale potrebbe impedire allo stato italiano di pagare pensioni e stipendi agli impiegati pubblici” ha aggiunto poi, in contrapposizione alle bugie del suo compagno di coalizione ovvero Tremonti che ha dichiarato che “l’Italia ha un’economia molto forte. Il debito nazionale è assolutamente stabile ed è garantito dallo stato”.

“Insomma, l’Italia è in forma molto migliore di quel che si creda”, secondo il nostro governo, ma non secondo gli analisti ed il debito pubblico, ingigantitosi di 50 miliardi di euro e rotti nel solo anno appena passato, per una cifra totale che si conferma il terzo maggior debito pubblico nel mondo. Nel 2009 secondo le previsioni dovrebbe toccare quota 1900 miliardi di euro, una cifra sempre più imbarazzante quanto irrecuperabile.

Insomma, non so se vi è mai successo di avere la consapevolezza di affondare, di non avere più soldi, di non vedere uno sbocco e cercare di tamponare quel che si ha senza fare sapere nulla agli amici, parenti, figli o genitori che siano. La nostra nazione è conscia di questo? Il popolo non sa nulla, i nostri governanti sempre di più corrono ai ripari cercando di salvare il loro brutto e peloso culo rincoglionendoci con la televisione, senza alcuna menzione in merito per evitare che si sparga troppo la voce. Perchè poi si sa che se non esiste in TV allora è una notizia falsa.

Dicevamo che a novembre, il Presidente del Consiglio Berlusconi ha chiesto agli italiani di non allarmarsi e di non ridurre senza motivo la spesa dei beni di consumo, che come ha detto porterebbe le aziende a produrre meno, tagliare posti di lavoro ed aumentare la disoccupazione.

Io appena sentirò scricchiolare il tetto mi chiudo in casa e la riempo di viveri per i tempi a venire, come quando negli anni ottanta circolavano le voci su un nuovo conflitto mondiale.

Berlusconi ha inoltre annunciato che il governo adotterà una serie di misure per “fronteggiare la crisi nell’economia reale, incluse azioni per sostenere le famiglie.”

Infatti poi ha tirato fuori la social card, ovvero una tessera magnetica per i poveri dove arrivano gli accrediti di aiuto. Soluzione ingegnosa ma insensibile perchè molte persone si vergognano di far la spesa con tale carta. Io ci manderei al loro posto quella faccia di legno di suo figlio.

Una notizia dai sindacati italiani rilasciata nel mese scorso ha mostrato un calo costante dell’occupazione, con un milione di nuovi disoccupati stimati per la fine del 2009. Sono cifre anzi contenute, si prospettano invece addirittura il doppio.

Per i giovani il lavoro fisso ormai sembra una chimera, specie se non vogliamo ovviamente considerare come tale lavorare come commesso in un negozio, un McDonalds o un call center.

Aziende come la Telecom, che da lavoro a quasi settantamila persone ha annunciato tagli di personale di circa quattromila dipendenti nel corso di quest'anno e quelli seguenti. Sono misure attuate per ridurre il debito, e non per incrementare i guadagni o perchè queste persone erano di troppo.

"In Italia non c'è più lavoro, e quello che rimane se lo inculano i marocchini" dice la gente. Non è proprio cosi, il lavoro lo si può trovare, ma devi avere alcuni attributi fisici: giovane, dai 25 ai 35, uomo, prestante o perlomeno non un rudere. Le persone più anziane non trovano un cazzo, i giovanissimi vanno nelle cooperative maledette perchè sono le uniche che li prendono a poco e se ne fregano del loro curriculum nullo. Le donne poi, volendo non possono più nemmeno fare le puttane perchè la Carfagna ha trovato il modo per accentrare il potere della prostituzione attorno ai grossi papponi ed evitare che poveracce o gente in proprio possano creare una mancanza di guadagni all'industria della prostituzione, che come sempre risponde ai potenti, che siano mafiosi o politici è un dettaglio in quanto facenti parte dello stesso schieramento.

Insomma, abbiamo davanti questi scenari, peraltro già molto attuali.. ma cosa ne penserà l'Europa di noi?? Se avete mai viaggiato saprete come l'italiano viene considerato oltre che mafioso anche becero ed ignorante, in puro stile parodistico ma per certi versi calzante. Come mai?
Non ci renderemo conto della crisi fino a quando vedremo i prodotti nei negozi schizzare alle stelle e la nostra azienda sbatterci a casa. A quel punto, dopo un bel mattone di marmo sul naso ci sveglieremo, troppo tardi per fermare la ruota, troppo tardi per fermare la classe dirigente in fuga dal paese con il nostri beni. In quel momento per l'europa unita non saremo altro che un sacco di spazzatura, pesante e fastidioso. Insozzeremo cosi sempre più la Comunità Economica Europea, che ci seguirà nella crisi rischiando anch'essa il crollo. Puzzeremo come le palle di un barbone, e come tristi mietitori di un sogno oramai svanito osserveremo quel che resta della nostra patria con indifferenza. Come sempre d'altronde..

(danleroi)




giovedì 1 gennaio 2009

Un buon inizio..



Oggi inizia il nuovo anno,quel che sarà un terribile 2009 pieno di sventura dove vedremo il numero dei disoccupati aumentare di circa due milioni di persone, dove la soglia della povertà aumenterà statisticamente quasi del 10% diventando un quinto della popolazione, che comunque tolto un altro quinto di fortunati non sguazza nell'oro.Ma quest'anno, o forse l'inizio di quello successivo ci porterà tanto ma tanto cordoglio, per quella che un tempo era l'economia del nostro paese.
Si dice che i decenni sono solo piccoli frammenti che compongono il secolo, ma nel nostro caso questo decennio varrà quanto un secolo.

Eppure potrebbe essere comunque un anno positivo, o magari a suo modo decisivo perchè vedremo lo stato fare bancarotta ed assisteremo alla fuga del nostro premier verso chissà quale meta esotica, perchè lui non si accontenterà di Hammamet.
Forse sono troppo avventato, forse un po catastrofista, ma forse no. Siamo rotando attorno ad un asse di negatività totale dove ci viene nascosto tutto per cercare di sedare la cosa ed allungarla, per tenerla il più lontano possibile dal presente, per tamponare una ferita marcia e putrescente e ricoprirla di bende profumate e dire che non è nulla, che si tratta solo di un taglio lieve e che siamo qui in attesa che faccia la sua crosticina.

Ma chissà se hanno ragione, in fin dei conti mi chiedo se sarà davvero così merdoso oppure dovremo aspettare il 2010 per fare davvero il botto. Ed anche in quel caso magari potrebbe essere un ottimo trampolino per ricominciare, gli immigrati ci userebbero solo come scalo e non come poppa da cui succhiare il lavoro e potremo finalmente tornare ad essere noi gli immigrati, per incontrarci ancora con i nostri nonni sparsi qua e la tra Belgio, Francia, Germania o Inghilterra. Nonostante quindi il disastro economico che ci prospettiamo di fronte, potrebbe essere questo il terreno fertile per un buon inizio, per ricominciare ancora una volta.

La chiusura quest'anno di 200.000 aziende è qualcosa che gela il sangue se solo provate a pensare che i licenziati o cassaintegrati non fanno certo numero singolo, ma spesso valgono una intera famiglia. Queste cose poi colpiscono nel proprio orgoglio quando succedono, uccidono lentamente, rendono la vittima un pezzo di carne inutile ed alla mercè di chiunque, per una grande opera di rinascita anche di un sistema mafioso pronto a tornare di strada più che politico-bancario.
Facile fare i moralisti del cazzo adesso, ma con la merda che ci arriva alla bocca voglio proprio vedere. Perchè tutti abbiamo il diritto di lavorare e crescere la nostra prole, e non saranno certo un gruppo di porci arraffoni a rovinarci la vita. A quel punto va via la morale e se mi si dice che per vivere devo uccidere io uccido senza problemi.

Abbiamo ancora una chances, un unico tentativo da fare per salvarci il culo: prendere possesso fisico delle stanze del potere, licenziarli delle loro cariche, conficargli tutti i loro beni, e sbatterli in galera.
Bisogna fermarli per tempo,non devono fuggire, solo questo dico.
Perchè quando il nostro castello cadrà in disgrazia, loro devono pagare con i loro soldi il danno procurato, e ridurre per davvero cosi il debito pubblico per riacquisire dignità. Perchè poi quei soldi non sono nemmeno loro ma nostri, del popolo che hanno deufradato senza pietà alcuna, ed anche se nati miliardari la loro inettitudine e complicità mafiosa è caduta sulle nostre teste.

Dedico quindi per un buon inizio d'anno questa foto qui sopra, che come potete riconoscere rappresenta la nostra classe politica, che sia di destra o sinistra. Rappresenta in verità uno scatto fatto ad un museo della merda, dove come testimonial, pensate un po, avevano scelto proprio Sgarbi, e non posso dire che hanno scelto male, anzi..

(danleroi)


venerdì 26 dicembre 2008

Chi ha paura dell'orco cattivo (ed argentino..)??

File:Poucet10.jpg


In Italia abbiamo il terzo debito piú alto del mondo, equivalente a piú del 104% del PIL, quindi grosso modo dice l'Economist, come un mostro che vive in cantina, un orco, che presto riuscirà a scappare dal suo giacilio e distruggere tutto quello che gli capiterà sotto mano. Questo demone, che non colpirà solo la nostra nazione ma l'Europa comunitaria intera, assesta sempre più scossoni al portone dello scantinato. Vuole venire qui da noi e divorarci tutti. I primi del mese, precisamente il terzo giorno di dicembre, il colpo poderoso all'uscio malandato che lo custodisce, ha lasciato presagire che i tempi dove ci sentivamo al sicuro sono finiti, dove l'Italia ormai, sembra assomigliare sempre più all'Argentina, sia per la situazione economica che per la sua indolenza a combattere le frodi e gli usurpatori della dignità umana che colonizzano le televisioni.

"C'è qualcosa di peggio della recessione" dicono gli esperti, "ed è la bancarotta di Stato". Se il Tesoro italiano non riuscisse più a trovare compratori per i bond italiani, ha detto il ministro del welfare Sacconi, all'Italia potrebbe toccare la stessa sorte dell'Argentina nel 2001.

Citando l'Economist: "Il mercato dei bond delle nazioni é certamente diventato piú complicato per i venditori del debito. Numerosi paesi con tassi di credito parecchio migliori dell'Italia, hanno bisogno di raccogliere fondi per far fronte a tutto. Ma se i tassi d'interesse sui bond italiani salissero ancora, il governo potrebbe finire per pagare piú interessi, e questo aumenterebbe il rischio che il deficit del budget possa sfuggire di mano. Se ció accadesse, la fiducia degli investitori ne uscirebbe certamente erosa, spingendoli a domandare tassi di interesse ancora piú alti".

Naturalmente il ministro della economia (evito di mettere le maiuscole per sdegno) Tremonti ha negato che ci sia alcun pericolo di subire un default come quello argentino di inizio millennio, ma ha confermato che i rischi sono saliti (ah beh, allora..). Ha detto poi ad una commissione parlamentare che "l'unico vincolo" sulle spese del governo non era piú rappresentato dal trattato di Maastricht dell'Unione Europea che mette un limite ai deficit, ma dai limiti imposti dal mercato (di bene in meglio..). Infatti i timori sono tutti al riguardo ad eventuali dinamiche di debito avverse, rintracciabili per esempio nel netto aumento della differenza tra gli interessi tra i bond decennali della Germania ed il loro equivalente italiano.

Il 5 dicembre questo ha raggiunto 144 punti, mentre alla fine di maggio la differenza era di 38 punti come spiega ampiamente lo spaventoso grafico qui sotto:


[11Dic_Economist_Graph.gif]

Ora non voglio certo fare il catastrofista ma certo le misure anti-recessione di Berlusconi sono state nettamente modeste e per ora infruttuose, e dubito che lo saranno mai. Le prove di quello che dico sono per ora poco dimostrabili ma nel corso del 2009 vedremo con analisi più approfondite come "qualcuno" pensi a farsi i cazzi suoi al posto che risanare un minimo lo stato che dovrebbe rappresentare. Lo spettro malaugurante dell'Argentina è sempre più vicino e quel manipolo di vecchietti da Bar Sport al governo lo sa bene. Questo per il nostro paese sarà l'anno economicamente più triste della sua storia, seguito da un 2010 di piena e controversa austerity.
Assorbiremo il botto dicono gli esperti, perchè l'italiano è abituato alla crisi. Cazzate, se paesi "sani" come la Germania, con gente che pensa oltre alla loro pancia anche alla propria nazione, accusa il botto e barcolla, la nostra piccola economia da mercatino delle pulci verrà annientata.
Io fossi in voi non aprirei mutui per i prossimi due anni, e per le rate fate come me, comprate solo se necessario e non a rate, mai! Non fatevi inculare dalla Findomestic et similia, davvero.
Evitate poi sopratutto di fare i figli, visto che oggi allevarne uno costa quanto prendere un automobile di valore. Perchè l'orco scalpita, scrolla le mura e percuote la porta, vuole uscire, e se dovesse scappare, si sa, le sue prime prede purtroppo sono i bambini..
Non possiamo muoverci, siamo tutti seduti sull'orlo del burrone.

Se vi interessa qui c'è l'ottimistico articolo dell'Economist.

(danleroi)

Seduti sull'orlo del burrone..

http://www.codinghorror.com/blog/images/a-deep-pit.jpg

Un amico ieri
(post del 27 novembre 2008) mi ha riferito di un indagine del NAS di Parma su un'azienda di formaggi di Reggio-Emilia, che stiva dentro i suoi magazzini circa due o tremila forme di Parmigiano Reggiano. Questa indagine partita per motivi a me non rivelati vuole verificare la presenza di escrementi e contatti vari con i ratti che infestano l'edificio e che a quanto pare già hanno parzialmente consumato alcune forme del rinomato formaggio emiliano. Non so se questa notizia verrà rivelata dai giornali, tuttavia è doveroso prendere le distanze da ogni forma di latticino in Italia, come d'altronde da ogni altro criterio di alimentazione. Insomma se vogliamo essere sicuri di non mangiare porcherie, dobbiamo digiunare.

Recentemente mi sono accorto invece di essere ingrassato di cinque chili, complice la mia vita oziosa del periodo invernale e certamente l'alimentazione. Bevo litri di coca-cola e quasi non tocco ne verdure ne alimenti ipoteticamente salubri. L'obiettivo è farmi spuntare due belle alette e chissà qualche braccio bionico-radioattivo, per andare a palazzo Chigi e prendere a sberloni quella gente la.
Ancora colpa loro? Certo, sempre e solo colpa loro. Perchè non viene dato un giusto risalto a queste notizie, perchè stanno a litigare su vigilanze RAI quando qua frega ed interessa tutt'altro, perchè mister "chiagne e fotte" Sborrusconi pensa più a proteggere il proprio monopolio televisivo alzando le imposte alle concorrenti, oppure perchè si limita solo a fare i propri interessi come ha sempre fatto, fregandosene della situazione di crisi totale e ci invita pure, a dimostrazione del suo umorismo da porcellone, a spendere di più.
Ne ha di coraggio il bastardo, ma si diverte anche. Ride e si sconquassa per la presa in culo al popolo, per come entra ed esce dal nostro orifizio posteriore a suo piacimento. Di come il suo lungo piscio in fin dei conti è l'unica cosa che ci riscalda in attesa perenne di chissà quali benefici. A ragion veduta poi, perchè noi siamo inequivocabilmente una massa di coglioni, cresciuti ed addestrati come scimmie da quelli come lui, dalla sua organizzazione massonico-mafiosa della P2-RTI che tanto mirava trent'anni fa che ora c'ha colpito in pieno senza problemi.

Conosco persone che da poco hanno superato i quarant'anni che accusano le nuove leve di essere deboli, di non avere spina dorsale. Di non saper combattere, di non aver avuto mai il coraggio di dire no. Hanno ragione, ma non ricordo invece che loro lo abbiano mai fatto. Se ne sono fregati, anzi, hanno pure avuto l'onore di essere tra i fautori della nostra fine. Ci hanno condotto per mano verso il baratro e quando man mano crescevamo ad un certo punto ci hanno lasciati soli, mentre loro ci raccontavano chissà quali gesta, si defilavano e ci sfottevano sulla nostra incapacità di tirarci in salvo.
Conosco una stronza per esempio che ancor oggi si loda di essere animalista, naturalista, che mangia solo verdure, e che da giovane lottava attivamente e addirittura si incatenava davanti alle fabbriche inquinanti per protesta. Quante volte mi sono sentito riprendere per i miei comportamenti comuni, menefreghisti e superficiali.
E' lei? Ha quarant'anni non ottanta! Perchè non si incatena oggi, magari al Quirinale, perchè non continua nella sua mirabolante protesta? E' colpa sua invece.. sua e di quelli della sua età. Perchè ci stanno consegnando un mondo marcio già dalle fondamenta, dove tutto è monetizzato, dove ti vendono il formaggio con l'urina di topo e se ne fregano perchè quel formaggio vale soldi, duemila forme per oltre il milione di euro secondo il mio informatore. Dove senti parlare un premier imbonitore che s'incula la gente con telenovele e corruzioni varie ai nostri danni grazie allo strumento di massa più plagiante che esista e con i voti di vecchi bastardi matusa del cazzo che non contenti di averci infilato a testa in già nel gabinetto, ci chiudono il coperchio e tirano l'acqua. Parlano di futuro, ma davanti a noi non rimangono altro che sterminate piantagioni di merda, dove per sopravvivere dobbiamo scavare a mani nude in cerca di chissà qual tubero della salvezza.

Ed in questo scenario, io emergente, devo tirare fuori i quarantenni, i sessantenni, che sono venti o quarant'anni che si grattano i coglioni sopra le generazioni future. Che se siamo finiti così è solo colpa loro ed adesso ci fanno pure la morale. Invece io li accuso di egoismo sfrontato e di strage sistematica del proprio ricambio generazionale.
Perchè ci hanno abbandonato a noi stessi, per questo l'unico rimedio è la consapevolezza di ciò che siamo, l'assenza di giudizio, il risveglio dei nostri sensi anestetizzati da anni di rincoglionimento mediatico ed indrottinamento consumistico, che in fin dei conti sono il braccio armato del sistema monetario ed a sua volta il sistema di una ragnatela occulta massonico-mafiosa che ci governa e ci fossilizza in attesa di chissà qual messia.
No cazzo no, la partita è persa -game over- è inutile ogni rivalsa. Possiamo al massimo solo armarci anche noi e farli fuori. Ma uccidiamo l'uomo, non il sistema. Cambieranno solo i protagonisti, tutto rimarrà invariato, guardacaso proprio come in una cupola mafiosa, in attesa naturalmente del collasso finale del quale ora intravediamo solo i primi scricchiolii. Seduti sull'orlo del burrone, non possiamo altro che sorridere e fregarcene. Ci credono stupidi, ma non abbiamo altra scelta. Per sopravvivere al presente e non pensare al futuro.

(danleroi)