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lunedì 6 aprile 2009

L'imbecille aveva ragione..

Lo sfogo di Gioacchino Giuliani "Qualcuno deve chiedermi scusa"

"Ci sono persone che devono chiedermi scusa e che avranno sulla coscienza il peso di quello che è accaduto". È arrabbiato, distrutto, Gioacchino Giuliani, ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, che ha messo a punto un sistema in grado di prevedere i terremoti. Nei giorni scorsi lo strumento da lui creato aveva rilevato la presenza massiccia di precursori dei terremoti nella zona di Sulmona, attraverso i livelli di radon liberati dalla terra. Poi il sisma non era avvenuto e lui era stato denunciato per procurato allarme. Ma le sue previsioni, evidentemente, non erano errate, ma soltanto anticipate.

Questa notte non sapevo più a chi rivolgermi, vedevo la situazione che stava precipitando e io non potevo fare nulla perché ho ricevuto un avviso di garanzia per aver detto che ci sarebbe stato un terremoto". Qui ci sono dei morti, cinquantamila persone senzatetto, una situazione drammatica, nemmeno durante i bombardamenti in guerra si vedevano cose del genere. Vedevamo le case muoversi, una sensazione tremenda, anche se per me si aggiungeva la rabbia .

Di me sono state dette delle cose tremende. Mi hanno dato dell'imbecille, perché i terremoti non si possono prevedere. Ma era una situazione creata ad arte. Io adesso non ce la faccio nemmeno a parlare, la situazione è troppo grave. Ma adesso c'è gente che mi deve chiedere scusa.

Al capo della protezione civile Guido Bertolaso: andate a leggere cosa ha dichiarato di me. E poi parlo del sindaco di Sulmona e dell'assessore alla protezione civile. Mi devono chiedere scusa sulle pagine dei giornali nazionali. Queste persone portano sulla coscienza un peso enorme".

(Repubblica)

BERTOLASO????? Il capo della Protezione civile!??? Che cazzo di protezione fa??

Giorni fa infatti Giuliani fu duramente ripreso da Bertolaso per il suo allarmismo!! Il ricercatore dei laboratori del Gran Sasso aveva lanciato l'allarme per un sisma che si preannunciava disastroso!!
«Prevedo un terremoto tremendo» diceva. Solo che aveva sbagliato il giorno, da li la sfiducia della protezione civile. Guido Bertolaso infatti, inviperito, martedì 31 marzo si era scagliato contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una severa punizione. Tra gli «imbecilli» ovviamente c'era Giampaolo Giuliani, un tecnico presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso che in seguito allo strano sciame sismico che stava interessando l'Abruzzo da due mesi almeno, aveva lanciato l'allarme: la regione sarà colpita domenica 29 marzo da un terremoto «disastroso».
Giuliani infatti è stato denunciato per procurato allarme. E Bertolaso ha ripetuto che «lo sanno tutti che i terremoti non si possono prevedere».

Quante responsabilità ha il governo di questa tragedia? Dovrebbero vergognarsi.
Berlusconi al posto di andare a fare il coglione in giro per il mondo e collezionare brutte figure, resta a gestire la situazione, se ne sei capace.

(danleroi)

domenica 11 gennaio 2009

Cronache Oscure: La fine dell'opera

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La fine dell'opera

Bene, nelle conclusioni ecco svelati i trucchi di scena: devo ammettere che ho creato il personaggio di Vittorio Alfano davvero allo stato dell'arte, usato e costruito esclusivamente come viamite necessario per un mio racconto che già nel prossimo anno venturo vedrà la luce sotto la mia casa editrice in una antologia di testi da me stesso scritti anni fa e già consegnati per le correzioni. Vedi quando si dice il caso, mi hai portato ispirazione per tutto il nuovo soggetto, che sono sicuro farà la sua figura, veramente.
Intelaiare una trama attorno alla tua persona, mentre ne eri inconsapevole, è stato bello davvero. Sei talmente piena di risvolti da romanzo che quasi hai recitato senza volerlo il ruolo che ti avevo preparato. Ti ringrazio ora con questa lettera, che sono sicuro ti sembrerà un beffa, per il lavoro svolto, che dire, alla perfezione. La cosa che collega bene il genere del tema da me trattato, con te era sicuramente calzante, visto che l'argomento base delle mie narrazioni di solito è la pazzia. Sebbene tu faccia di tutto per nasconderti dietro un dito, hai dei chiari sintomi di depressione e sopratutto d'instabilità mentale a cui dovresti porre rimedio, e per quanto sono conscio che questa missiva non faccia altro che peggiorare il tuo stato, potrebbe per te rappresentare l'occasione giusta per cambiare pagina, per provare a reagire di fronte a questa tua nuova sventura. Per favore, possibilmente vedi di non prendere qualche psicofarmaco per reggere meglio, ti farebbe ancor più male, quindi non te lo consiglio. Crolla, cadi giù e fai il botto. Per poter risalire bisogna scendere, chi meglio di te ora è in grado di comprenderlo?

Lo so, il momento scelto non è dei più adatti, e capisco le tue sventure non indifferenti che ti sono capitate ultimamente, ma io non mi posso fermare davanti a niente. Ho delle scadenze, ed in quanto tali devo evitare ritardi per non danneggiarmi economicamente. Sono i traguardi che ci imponiamo a smuovere i nostri animi ed anche se ti posso ora apparire spietato, ti garantisco che a mio modo ti voglio e ti ho voluto bene, e che se richiesto, condividerò con te parte di questo progetto. Sono disposto anche a farmi accompagnare nella firma del testo, con le debite proporzioni ovviamente, e visto come sono conosciuto all'estero, potrebbe per te essere l'occasione giusta per rialzare la testa.

Incredibile comunque, tornando in tema, come ti sei davvero innamorata di me, rischiando situazioni diverse in casa pur di starmi vicino. Ed io invece, fidanzato oramai da quattro anni, convivente e divertito amante sotterraneo ma perfettamente in regola visto la cooperazione in argomento della mia compagna a me sempre vicina, ho diciamo "riso a denti stretti" ogni qual volta mi cercavi, venivi a casa e magari io facevo finta di non esserci, o di dormire. L'ho preso come un gioco, in effetti nient'altro che quello che è stato. Non ti immagini poi quanto ho davvero goduto fare l'amore con la mia compagna mentre ti parlavo al telefono.

Mi fa piacere ricevere una tua lettera cosi cattiva e spietata, che neanche io potrei tanto. Dimostra che il tutto non è stato vano ma anzi, quasi pilotato dall'ennesimo filo del destino a mio favore, che alimenta da sempre la mia vita.
Ti prende in pieno, lo so, colpisce il tuo cuore pregno d'amore verso di me, un fantasma, una persona fittizia per il quale da oggi finalmente mi sono liberato. Anche questo ti può tornare utile, pensaci, e magari cosi ti riavvicini a quel povero disgraziato di tuo marito, che sicuramente non meritava una moglie come te. E' davvero incredibile infatti, come un gioco nel gioco, ti sei divertita a prenderlo in giro, addirittura intimando e rafforzando il rapporto amoroso con me. Mentre lui si spaccava la schiena in fabbrica per potervi mantenere, tu lo tradivi, senza vergonga, senza alcun pudore verso di lui e di quella bella bambina di tua figlia, anche lei incolpevole d'una madre come te. Mi hai pure presentato a tua suocera, pensa, quando ci ha sorpreso per strada, spacciandomi per un parroco. Ho riso per giorni al pensiero di come quell'uomo onesto e rude del tuo compagno si sia fatto fregare la moglie.. da un prete! Penso che se io ero al suo posto leggendo queste righe probabilmente ti ucciderei.

Bene, spero tuttavia che non ti venga in mente di fare qualcosa di simile a me, perchè ho ben quattro avvocati con delle lettere segrete, elaborate ad arte peraltro, pronte per essere consegnate esclusivamente in mano a tuo marito, i tuoi genitori ed i suoi, oltre che la tua migliore amica, con tanto di fotografie piccanti al seguito. Non mi aspetto ritorsioni per questo quindi, sei avvisata, ad ogni passo falso sei fregata: scacco matto. Accetta la sconfitta e rialzati, dimostra di valere qualcosa di più che una prostituta di strada. Da oggi per te sarò come un fantasma, ogni mio contatto svanirà nel nulla, eccetto questo indirizzo al quale potrai inviare le tue richieste ed eventuali risposte. Non mi denunciare, è tutto inutile. Un uomo del mio calibro sfugge alla giustizia, e per darti un idea della cosa, ti comunico che non sei la prima per la quale creo uno scenario del genere. Proprio la mia compagna, la più intelligente di tutte, la incontrai in una di queste storie che chiamo "pre-stesure" e che utilizzo ai fini di rendere il testo il più reale possibile. In fin dei conti poi rappresento quell'occasione di riscatto che molte di voi nemmeno meritavate, ben ti sta quindi, sei quel tipo di donna in parte che ho sempre odiato, una donna appunto priva di vero amore perchè diventata arida in tutti i sensi ed asciutta sopratutto nel cuore, ma certo estremamente puttana nell'animo.

Per la cronaca, vedo quest'opera da me perseguita come un qualcosa di giusto, pulito e corretto, perchè in fin dei conti non ho fatto altro che alimentarti, e poi il resto lo hai compiuto da sola. Dal mio lato, pur avendo creato un immagine chiaramente falsa (l'operaio malcontento del suo destino, ribelle ed anticonformista, costretto dalla società ad adattarsi a ruoli e usi che lo vogliono trasformare un giorno in un essere grigio e senza carattere) ho dato risvolto ad una delle mie personalità. Però pensa che questo Vittorio Alfano non solo esiste ma addirittura lavora davvero in fabbrica con tuo marito. E' stato in qualche modo mio complice, in caso se investigavi, curando certe volte le relazioni con te, in mia vece quando vi sentivate online in qualche chat room. In tal caso devo complimentarmi ancora con te perchè hai spesso riconosciuto la differenza di carattere tra me e lui, anche se poi non l'hai definita. Solo ti dico che i momenti più belli li hai passati con me e di questo sono contento perchè nonostante eravamo limitati da quella tecnologia, confermi la mia indubbia abilità con le donne.
Vista le lettera che mi hai mandato, cruda e spietata, ora però non riesco a provare davvero nessun rimorso per questo gioco, anzi, mi sento come un giustiziere appena tornato da una battaglia, naturalmente vinta. Trovo semmai incredibile come hai scritto di me, in questa maniera.. quando il vero soggetto da analizzare non ero certo io! Probabilmente quello che hai scritto verso la mia persona era in realtà diretto verso te stessa, è la tua coscienza potrà solo confermarlo.
Ne sono convinto, perchè nonostante la recita, ho ben intravisto il tuo subconscio e mi ha fatto paura.

Per concludere e salutarti, ti lascio in firma un nome molto importante, in quanto è quello mio, vero ed unico, che sicuramente conoscerai già dalla televisione e giornali, visto che non leggi libri. Ti rinnovo infine un consiglio: voglio ancora metterti in guardia dalla pericolosità di ogni azione negativa verso di me o i miei cari. Evita poi di fidarti troppo della gente, in giro è pieno di gente pericolosa o che ti vuole male.. in fin dei conti potresti quasi ringraziarmi per la maturità che ti porto come esperienza. Meno male anzi che hai incontrato me, che sono buono come il pane, perchè guarda che in giro ci sono davvero malati di mente. Occhio, ricordati che hai una famiglia e che perderla ti sarebbe fatale. Spendo a proposito ancora parole per tua figlia e tuo marito, che meritano senz'altro qualcosa in più per quanto riguarda l'amore e la fedeltà. Pensa a loro, non essere egoista. Ricordati che se il tuo uomo esce per lavorare non lo fa per diletto ma certo anche per dovere. Nei tuoi confronti e in quelli di sua figlia, che lo adora come tu non sapresti mai fare. Invece la "signora" lo ripaga cercando nuove esperienze.. no, davvero non si merita tanto.
Cerca di cambiare, in fin dei conti è ancora presto. Sei fortunata che la tua bimba non è ancora in grado di capire, ma un domani molto prossimo lo sarà senz'altro. Pensa anche a dopo con lei, che poi si renderà conto di quello che sei.

Sei una bella donna, sei in grado di reggere da sola tutto e tutti se lo vuoi, cosa ti costa essere felice? Non bisogna avere paura, farsi domande, pensare, pensare e pensare, no! Bisogna credere che la felicità nella maggior parte dei casi deriva proprio dal nostro comportamento. E' per questo che bisogna credere davvero nel nostro amore, anche quando si è in crisi. Bisogna superare, andare avanti e non fermarsi, mai! Il male di questo secolo, dopo l'aborto è il divorzio ed lui il potere alla donna.
Tieni duro, ed un giorno sarai ripagata. Lascia andare tutto, e ti ritroverai sola con il tuo mondo distrutto. So che puoi farcela, dacci dentro! In fin dei conti, per te, sono stato come un angelo che ti ha riportato sulla retta via, non perderti di nuovo.
Ti saluto ora, se saprai comportarti bene puoi stare sicura che il tuo nome e le nostre foto non usciranno mai allo scoperto. Ti auguro buona vita.

(firma illeggibile)


Documento ritrovato nel rogo del settimo piano presso la famiglia Canestrelli, arsa viva per l'esplosione dolosa di gas metano.



TORINO - Alle 15.47 del 14 ottobre scorso, un boato squarciò la tranquillità di chi era rientrato a casa dopo il lavoro, nello stabile in corso Francia 17, a Torino: un' esplosione spazzò via la facciata dell'edificio e provocò quattro morti, oltre a molti danni tutto intorno. Morirono quattro persone: Tommaso Canestrelli di anni 48 anni, originario della basilicata, sua moglie Michela di anni 41 anni e la piccola Chiara, di sette anni, figlia della coppia. Infine la loro vicina di casa che viveva nel palazzo, Eufemia Caiani, 56 anni, proprietaria dell' appartamento.

Oggi, quella che era solo un' ipotesi, è diventata una certezza investigativa, tanto che il pm milanese, Sandro Borgonovo, ha chiesto l'archiviazione, per estinzione dei reati dovuta alla morte del reo, del procedimento dove Michela Sforza in Canestrelli era stata indagata per crollo doloso di costruzione e omicidio volontario. Tutti gli accertamenti, svolti nell' inchiesta, lasciano poco spazio ai dubbi: le conclusioni dei consulenti nominati dal pm, gli ingegneri Massimo Colunto e Roberto Pecani, hanno stabilito che il tubo flessibile del gas, collegato al piano cottura della cucina, non presentava strappi o deformazioni, "segno che era già svitato prima dell'esplosione". Altri elementi, poi, raccontano il dramma vissuto dall'autrice del folle gesto: la donna "versava in uno stato d'intossicazione letale di morfina, aggravata dalla concomitante assunzione di un barbiturico in dose tossica".

C'è poi anche quella lettera che abbiamo appena letto, trovata nel suo diario, una vecchia agenda del 1984 riutilizzata, alla quale la donna aveva affidato la sua disperazione tanto da scrivere: "Mi sono accorta che in questi anni ho fatto di tutto per far distruggere ciò che avevo, ed ora non ho più nulla e non voglio più nulla se non ritrovare quella sensazione d'amore che mi è mancata di colpo, così, all'improvviso. Lo so, sono una stupida, ma è stato il mio unico vero momento di vita, e poco mi importa se era una farsa, nel mio cuore non lo è mai stato." E poi, una sorta di esplicita confessione: "Avevo programmato tutto per il 20, ma siamo già al mese nuovo, per quanto tempo sposterò la data?". Due giorni prima della tragedia, aggiungeva: "Non ho avuto il coraggio di aprire il gas, ma devo farlo
così posso mantenere quel poco di dignità che ancora mi è rimasta". Nulla purtroppo gli inquirenti sono riusciti a sapere sull'autore della lettera.
Storia molto triste, per un esito finale altamente drammatico. Sembra però che nei prossimi mesi un noto psichiatra e scrittore approfondirà il tutto con un'attenta introspezione psicologica della donna e della vicenda tutta. Attualmente si dice infatti, che stia dando una mano alla squadra investigativa nelle indagini.

(danleroi)

mercoledì 7 gennaio 2009

Cronache Oscure: Nato di pezza e ceramica.

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Nato di pezza e ceramica..

Dato che non è da me troncare senza spiegazioni ti scrivo, forse anche per l'ultima volta.
Probabilmente la colpa di tutto questo è mia perchè non ho saputo gestire la situazione ed ho fatto errori di valutazione nei tuoi confronti. Vado subito all'episodio di stanotte poi parlerò del resto: conosco esattamente il significato del tuo gesto, e nonostante la mia "squallida" vita rinchiusa qui dentro, in cerca di emozioni con cui dare uno scopo alla mia esistenza, ho una cultura medio-alta e posso comprenderti senza alcun problema. Ti ringrazio innanzitutto di avermi usato per i tuoi scopi, grazie per aver abusato della mia buona fede per i tuoi fini che definire "loschi" ormai è un eufemismo. Sicuramente è stato tutto aggravato dal fatto che siamo dentro a queste maledette scatole, senza calore, senza odore, senza vita e quello che ci diciamo può essere travisato..ma proprio perchè non abbiamo altro, dobbiamo rendere quello che sentiamo con le parole, è non c'entrava niente quello che m'hai detto, è stato.. davvero troppo pesante.. oltretutto non vero, soprattutto in quel momento. Posso anche credere che tu l'abbia fatto senza l'intenzione di ferirmi, ma non c'entrava niente lo stesso. E' stato offensivo, diciamo anche cattivo nel gusto e dell'attimo scelto. Ora che finalmente, anche se astrattamente, eravamo vicini, non mi puoi dire una cosa così.
Ho cercato di farti capire che questi discorsi di sesso non hanno senso in un rapporto come il nostro, ma evidentemente non ci sono riuscito, va bene la comunicazione delle sensazioni, quello che vorresti, quello che vorrei, ma non si può andare oltre, che senso ha parlare di rapporti sessuali ed altro ancora se sono cose dove purtroppo a noi non è data questa fortuna? Però se io non ne parlo sono freddo, distaccato.. ma certamente se ne parlassi troppo sarei un depravato. Perchè anche noi, nella nostra condizione, come gli umani cerchiamo un identità significativa vicino alla nostra origine psichica, da collocare da qualche parte, e quasi sempre a seconda di imposizioni d'una psiche altrui, come cerebrolesi senza alcuna autodeterminazione, pronti a farci imboccare dalla prima personalità forte o da qualche psicopompo pubblicitario. Guarda le immagini per strada, nei cartelloni pubblicitari, nelle televisioni, ormai una "donna", il tuo sogno, la si valuta soltanto da questo, da quanto è figa, dalle sue forme e poco altro. Ne trovi talmente tante che "fanno tutto" pur di compiacere un uomo che non esiste più fare l'amore, esiste solo rapporti insulsi che si muovono in maniera meccanica, come il più squallido, triste, volgare film porno di quarta categoria.
Non ho bisogno di questo, non sono nato per questo. Qui tutto è grande, e molte famiglie mi vorrebbero. Chissà quante bambine mi acquisterebbero dalla mia vetrina per mettermi nel loro castello, a fianco di chissà quali principesse. Ma non serve abitare in una grande vetrina, una grande strada, per avere questo: potrei trasformarmi ogni giorno in un uomo diverso, con una compagna o con due insieme, e credimi, è molto più facile di quanto pensi. Ma non ho bisogno di questo e certo non se ho te. Quello che mi ha colpito di te è altro, poi certo sicuramente mi piaci.. ed in un momento di eccitazione posso anche dirti che vorrei le tue carezze ma è tutto idealizzato, io non ti conosco davvero, non so se sei vera o di cartone, come tu non sai nemmeno se potremmo mai coesistere. Vedi, io conosco le tue parole, i tuoi silenzi la tua dolcezza. Quando mi tieni il broncio perché sai che questo mi spinge ancora di più a cercarti.. e quando ti arrabbi!? Sei fantastica, mi piace pensarti mentre lavori, con tutte quelle lamette in movimento che tagliuzzano chissà quanti fogli di carta. Come è soave quest'immagine non saprei spiegartelo. Vedere la lucina rossa sotto al tuo nome, il tuo riflesso metallico che quasi a contatto con la mia porcellana sembra invisibile. Quando giochi col gatto.. mi piace pensarti e basta, ma forse abbiamo intenti diversi ed io non l'ho capito. Penso che tu non abbia problemi a condividere i tuoi desideri di esser viva come qualche bella ragazza.. ma per questo non hai bisogno di me, di una bambola.
Non voglio uscire senza ricordi, non ho rimorsi, ce l'ho solo con me stesso per non aver saputo comunicarti le cose giuste e per aver voluto passare l'ennesima notte con te che ci ha portato a questo. Sono stato al gioco delle colpe che mi davi, al gioco dei racconti piccanti che non avevano senso. Alle tre di notte, dopo una giornata di duro lavoro, evidentemente la stanchezza aumenta e la lucidità diminuisce, ma non per te che a quanto pare hai trovato opportuno offendermi senza motivo, anche se probabilmente uno migliore di me ancora non lo hai mai incontrato.
La cosa ci è sfuggita di mano.. complici anche tutti i limiti che questo strambo mezzo di comunicazione ci impone.
Non cancellerò niente di te, tu puoi farlo se vuoi, lo capirò. Se non hai trovato in me quello che ti aspettavi, ed evidentemente le poesie, la tenerezze e le emozioni non ti bastano, non so cosa poterti offrire. Non mi chiedere una vita vera, perchè da un momento all'altro io andrò via, timbrato e scontrinato. Non mi chiedere di restare insieme, non posso muovermi, sono bloccato da questi legacci che tengono immobile questo corpo infame e fragile. Non mi giudicare un vile, sono nato di pezza e ceramica, non d'acciaio e fili elettrici come te. Non cancellerò nulla di te, sei stata ..sei molto importante, ed in qualche modo ti ho amato. Se solo Dio ci avesse ascoltato il desiderio, ora dormiremmo supini ed abbracciati in un letto insieme. Senza alcun limite fisico, senza diversità di materiali. Ho sognato d'esser uomo e tu donna tutte le notti, ma il triste destino ci ha relegato a bambole e tritacarta.. in questa vetrina che in fin dei conti è il nostro universo, ed è stato teatro d'un amore impossibile.

Testo ritrovato presso un negozio, scritto a caratteri microscopici sulla confezione di un vecchio modello di tritacarta.

(danleroi)




lunedì 29 dicembre 2008

Cronache Oscure: Divorato dall'odio


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Volevo scriverti una lettera vera, con la carta e l’inchiostro, ma non vali nemmeno il francobollo con cui spedirla.

Ti nascondi in questo mondo di immagini e finzioni, altrettanto arido e vuoto come la tua esistenza, sterile e lugubre come il mondo in cui vivi, dove non c’è niente di reale tranne la tua malvagità. Un mondo in cui puoi fare finta di valere qualcosa, di dimostrare il tuo ego, magari perché giocando online con qualche altro derelitto come te che confonde la vita vera con un videogioco, puoi dimostrare di essere bravo, facendo qualche punto in più. Chissà poi, magari neanche quello perchè sei una pippa incapace in qualunque cosa.
Fai l’anticonformista, vomitando sul governo, sulle istituzioni, il paese in cui vivi, il lavoro che ti da di che mangiare, e poi ti nutri di luoghi comuni e banalità sugli altri o sulle origini della tua razza.. che pena.

Sei scappato dalla tua realtà per andare a vivere in un posto agiato e perbenista. Sei l’anticonformista che va al lavoro un'ora prima per far vedere che è un bravo ragazzo, ligio al dovere. Una maniera come un’altra per leccare il culo a quelli che non chiami padroni ma riconosci come tali. Non ti riconosci nemmeno in una condizione ideale in cui puoi fare la parte del povero emigrante con famiglia a carico, come ami descriverti, pensando di essere l’unico al mondo che ha vissuto un disagio e ne è uscito fuori da solo con le sue forze.. ammesso che sia così poi perché sei talmente falso da non far trapelare neanche la verità. Hai dei complessi di superiorità che ti portano a fare il falso ribelle, il falso sfortunato, la vittima del sistema, protagonista di chissà quale film drammatico dove nel giusto ci sei solo tu ed attorno a te si sprecano personaggi corrotti e crudeli. Ed in questo, tu reagisci in modo disincantato, menefreghista, facendo lo spaccone da quattro soldi, quello che sbeffeggia ed insulta chicchessia davanti a tutti, pensando di rendersi più fico e chissà come di affermarsi, quando al massimo risulteresti solo maleducato e schifoso. Pieno d'orgoglio ti rivesti di questo personaggio sparando a zero su tutti gli altri.. che pena, che schifo..

Però, dall’alto della tua fintissima regalità, ti permetti di trattarmi da nazista, a me! Dici che sono un burattinaio, un regista occulto, sputando su di me e sulle mie idee. Così, gratuitamente, nascondendo tutto ben dietro a qualche vaga dote da cabarettista, non avendo neanche le palle per riconoscere la vera natura del tuo carattere, che imputi ad un altrettanto vaga discendenza da chissà quale stirpe ridicolmente "demoniaca".

Sei un essere incapace di dare qualsiasi tipo di rispetto ed amicizia.. qualunque sia il significato che tu dai a queste parole sei arido e vuoto. Pensi di essere uno che conta qualcosa nel mondo ma sei lo zero più assoluto, una striscia di merda sulle mutande. Ma definirti cosi già ti valorizzerebbe troppo.
Tranquillo, sei anche meno. Se moriresti oggi probabilmente non se ne accorgerebbe nessuno prima di qualche giorno. Perchè la gente ti evita, ti schernisce, perchè riconoscono in te solo la vigliaccheria e la cattiveria.
Sei talmente borioso e pieno di te, concentrato solo ed esclusivamente su te stesso, da non renderti neanche conto di cosa sei stato per me, in passato, quando ancora non ti conoscevo veramente e contavi qualcosa. Un idolo, un simbolo, un icona irraggiungibile.
Mi sarei sacrificato per te, nemmeno sai cosa avrei messo in gioco. Ma hai dimostrato di essere talmente piatto intellettualmente da non aver capito mai quanto fosse grande il mio coinvolgimento. Sarei stato veramente capace di mandare a puttane tutto per seguirti nel tuo progetto.

Hai fatto finta di niente fino alla fine, sforzandoti solo di essere il più sgradevole possibile (e ci sei riuscito), perché impelagarsi con una persona corretta ed onesta come me (ma almeno lo sai cosa significa?) ti faceva sentire troppo a disagio. Invece eccoti li, a fingere una famiglia, con la tua mogliettina, la solita casalinga disperata che sono sicuro darebbe un occhio pur di fuggire dal suo menage familiare e da un pezzo di merda come te. Meglio fare finta di niente vero? Prima o poi si stancherà anche lei e si toglierà dalle palle, vedrai. Non avrai neanche i coglioni di guardarla in faccia o di parlarci, la lascerai andare via con freddo distacco ed assoluta noncuranza.

Ma quel giorno, ne sono sicuro, appena chiusa la porta dietro di se, sprofonderai nella dimensione oscura che tanto ami ed odi. Vedrai, come tuo padre, il risvolto nero dell'esistenza e quel briciolo di sanità mentale che ti rimane, svanirà via in preda ai deliri più disperati. E' sarai prigioniero per sempre del tuo corridoio oscuro.
Prego ogni giorno perchè questo avvenga, perchè la morte non ti merita, ma la pazzia e la distruzione dell'uomo sono l'unica vera condanna giusta che mai nella tua misera esistenza, potresti meritarti.

Paul.

Lettera ritrovata fra le mani di Herbert Blonde, ex programmatore di fama mondiale, rinchiuso recentemente in un ospedale psichiatrico per grave esaurimento nervoso. Le parole del suo "amico" Paul sono risultate quasi profetiche.

(danleroi)